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Tassa di soggiorno da un euro a notte I comuni d'accordo
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Uno scorcio del lungomare di Marina di Cecina3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Qualcuno, tra le associazioni del commercio e del turismo, ha storto la bocca. Ma i comuni della bassa val di Cecina vanno a diritto. Tanto che alcuni di loro - leggi Castagneto e Rosignano - hanno già inserito all'interno del bilancio di previsione l'atto di indirizzo che introduce, ormai da gennaio 2012, la tassa di soggiorno per i turisti che pernottano sulla nostra costa. E si lavora per un regolamento attuativo che ne definisca l'applicazione. Lo conferma Fabio Tinti, sindaco di Castagneto e alla guida del Coordinamento dei sindaci della bassa val di Cecina. «Sì, abbiamo provveduto ad inserire in bilancio - afferma - un atto di indirizzo con il quale si istituisce l'applicazione della tassa di soggiorno, ormai a decorrere da gennaio 2012. Si tratta però di definire il regolamento attuativo che disciplinerà i criteri di applicazione di quello che preferisco chiamare un contributo per il turismo. Ed è ovvio che questo regolamento sarà discusso con le associazioni di categoria che già da alcune settimane stanno partecipando agli incontri». A quanto ammonterà la tassa di soggiorno e verso chi sarà applicata? Tinti ammette che è «presto per parlarne e che siamo in una fase in cui la discussione è ancora aperta. Una cosa è certa: difficilmente i nostri comuni faranno come Firenze dove gli euro vanno di pari passo con il numero di stelle delle strutture ricettive». E' assai più probabile, invece, che la tassa di soggiorno (uniformata per tutti i comuni della bassa val di Cecina) ammonti ad un euro con variazioni modeste, nell'ordine di 50 centesimi, a secondo del livello e la qualità dell'hotel. Del resto il decreto legislativo del governo prevede «a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel proprio territorio» un'imposta da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione alla loro classificazione da 0,5 a 5 euro. Da definire (e non è un aspetto secondario) anche come saranno ripartiti gli introiti della tassa. «Si dovrà discutere - spiega ancora Tinti - se introdurre forme di esenzione, penso per esempio a giovani e studenti o agli over 65 o a certe categorie professionali che si spostano per lavoro». E lo stesso vale anche per la classificazione di alberghi, hotel, campeggi. L'imposta di soggiorno - come è stato ormai assodato - non si applica ad agriturismi e seconde case e questo è stato motivo di perplessità anche da parte di alcune associazioni di categoria. Così se a Castagneto la Sinistra contesta la tassa non nel merito ma per il fatto che non c'è stato un adeguato coinvolgimento delle forze politiche e delle asociazioni, anche a Rosignano l'imposta fa discutere con il consigliere del Cambio (oppisizione) De Bari che la definisce «un balzello se l'amministrazione è assente». Intanto, a Cecina, la tassa non è stata inserita in bilancio semplicemente perché lo stesso è stato approvato prima dell'entrata in vigore del decreto. Ma il sindaco Benedetti è convinto che, nell'ambito di una concertazione fra comuni del territorio, sia un provvedimento utile soprattutto per i comuni turistici che «hanno costi e spese che spesso non vengono riconosciuti». Da qui l'introduzione della tassa «per migliorare l'accoglienza turistica», ma una definizione delle regole che deve nascere «dal tavolo di confronto aperto con le categorie». Sia Tinti che Benedetti non escludono la possibilità che parte del gettito derivante dalla tassa sia destinabile ai privati che vogliono migliorare, con precisi interventi, l'offerta e la qualità della propria struttura.
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