Meteo
La vita e le storie dietro gli epitaffi in un libro di poesie
Rino Bucci
3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. È con lo stesso spirito di chi - mentre attraversa un cimitero - si ferma davanti alla lapide e fantastica sulla vita di chi vi è sepolto che gli studenti della 2ª C del liceo Fermi di Cecina hanno scritto "La terra del sonno", antologia liberamente ispirata a Spoon river di Edgar Lee Masters. Scolpiti nella pietra, crepati, segnati dal tempo che scorre. Gli epitaffi sulle lapidi del piccolo cimitero monumentale di Marina raccontano storie impresse a colpi di scalpello. C'è la vita di chi riposa là sotto, nel ricordo di familiari, amici, sposi. Quelle poche righe sono diventate lo spunto per un libro di poesie. «Un'idea nata per caso, dopo aver letto il testo del "Suonatore Jones" di Fabrizio De André - spiega la professoressa Lucia Pellegrini - La canzone si ispira all'opera di Masters. Ce ne siamo appassionati e abbiamo deciso di scrivere l'antologia di Cecina river. Il primo passo è stato uscire di classe per andare al cimitero: la zona più vecchia offre tanti epitaffi che sono una miniera di informazioni, ma anche uno spaccato del tempo che fu». Gli studenti hanno incrociato le iscrizioni con i documenti presenti nell'archivio storico e i racconti dei parenti di chi è sepolto nel cimitero. Ne è nato un libro. Ogni ragazzo ha raccontato in versi l'esistenza di un defunto partendo dalle notizie raccolte e lavorando di fantasia, provando a immaginare situazioni e pensieri. Ecco allora che scopriamo la storia di Pia e Armando che alla vita da separati preferirono la morte, quella di Dina Barsotti, casalinga, morta di «dolorosa malattia», le speranze di Ottorino Benedetti detto Micci - prozio dell'attuale sindaco di Cecina - bastonato a morte dai fascisti dopo una lite. E tante altre: ce ne sono diciassette. «Tra noi e i "nostri morti" - raccontano due studentesse, Giulia Scalzini e Sara Gabriele - si è creato un rapporto speciale, quasi affettivo. Ci siamo appassionati alle loro storie. È stato bello raccontarle». Sara Gabriele si è occupata anche della copertina: «E' una mia foto. Siamo andati tutti, prof compresa, al cimitero monumentale. Abbiamo indossato una maschera e scattato». In bianco e nero, incorniciati dai cipressi e dalle cripte monumentali, gli studenti con il volto coperto guardano verso l'obiettivo. Potrebbero essere i "loro" defunti. L'unica immagine colorata è una bandiera italiana, simbolo del Risorgimento, periodo a cui appartengono molte storie. L'immagine di retrocopertina è di Giulia Scalzini: «Si tratta di un disegno. Sono le caricature di tutti i personaggi presenti nel libro». Appena vista la bozza del libro, la preside Maria Grazia Rocchi ha sposato il progetto e stampato il volume a spese della scuola. «Sta andando a ruba», confida la professoressa Pellegrini. Probabilmente ci sarà la terza ristampa. Intanto gli studenti stamani lo presentano ufficialmente alle 11.30 nell'aula magna del liceo. I ragazzi leggeranno le loro opere accompagnati da un sottofondo musicale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google