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Chiudono le librerie spuntano i negozi La cultura si restringe
Nicola Simonetti Giulia de Cunzolo
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In alto i ragazzi nella redazione del Tirreno in via della Circonvallazione A fianco alcuni studenti a caccia di notizie Sotto nellottica Del Re 2 MINUTI DI LETTURA
Continua lo stage degli studenti del Liceo Fermi: ieri altri 11 ragazzi hanno passato la giornata con la redazione del Tirreno, insieme alla professoressa Barbara De Roberto. Ecco i loro articoli, in cui descrivono la realtà culturale cecinese, vista con gli occhi di giovanissimi. CECINA. Quanto influiscono le nuove tendenze commerciali sulla cultura? C'è spazio per interessi che esulino da un fine puramente venale? La cultura genera reddito? Librerie soppiantate da negozi di ottica, piadinerie al posto di negozi di dischi, cosa sta succedendo alla nostra città? A questo proposito abbiamo intervistato i referenti delle uniche due librerie rimaste a Cecina dopo la chiusura della libreria Belforte, sostituita appunto da un negozio di articoli ottici. Anna Giulia Andreoli, della libreria Mondadori, e Alberto Giusti, della libreria Lucarelli, concordano nell'affermare che Cecina legge, ma legge male. Poca l'attenzione riservata dai nostri concittadini ai classici della letteratura e alla saggistica, che rappresentano un mercato di nicchia; in primo piano bestseller, fantasy, thriller e in generale letture d'evasione. E i giovani? Leggono i classici ma solo per la scuola. Prediligono libri di piccole dimensioni, senza tener conto del loro contenuto, scansando tomi poderosi e volumi imponenti. Ma allora il libro è in crisi, forse sostituito da nuove tecnologie multimediali? Si è forse perso il piacere di voltare pagina, dimenticando il fascino esercitato dal fruscio della carta? I nostri interlocutori sono d'accordo nell'affermare che non è così. "Non sono certo e-book e audiolibri a minacciare questo mercato" sostiene Alberto Giusti, "ma piuttosto i gusti del pubblico a condizionare l'offerta delle librerie." In fondo anche l'occhio vuole la sua parte: relegare dei classici in una stanzina non ne incentiva di certo la vendita, mentre per favorirne l'acquisto sarebbero necessari sconti e promozioni, volti ad invogliare anche i più tenaci ad avventurarsi in questo settore tanto ricco quanto ignorato.
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