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Era convinto che quel ragazzo gli avesse offeso la madre e voleva portarlo a scusarsi «in ginocchio» da lei
Condannato per sequestro di persona
Alessandro De Gregorio
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Il manganello a scatto che fu sequestrato dai carabinieri Costrinse un giovane a salire in auto minacciandolo con un manganello
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CECINA. Quei dieci minuti di rabbia gli costarono all'epoca dei fatti gli arresti domiciliari e ora una condanna a quattro mesi e 15 giorni (pena sospesa) per sequestro di persona e porto di oggetti atti a offendere: nella fattispecie, un manganello retrattile di ferro. Si tratta di Maicol Carnevali, 27 anni, che il 10 maggio di due anni fa a Marina si imbattè nel ragazzo con cui aveva avuto una discussione su internet (Simone Puddu, 21) a proposito della madre di Carnevali: secondo quest'ultimo, Puddu avrebbe detto che la donna aveva l'Aids. Quando Carnevali, in compagnia di altri amici, vide Puddu che stava passeggiando con la fidanzata e un'amica sul viale della Vittoria, lo bloccò ordinandogli di seguirlo fino al parcheggio di viale Galliano. Qui estrasse dalla bauliera della sua Fiat Stilo un manganello a scatto, intimando a Puddu di salire in auto: «Sali o te lo rompo nelle gambe». L'altro ubbidì, ma lasciò il cellulare alla fidanzata dicendole di avvertire i carabinieri. Fu accompagnato alla Mazzanta, davanti al Bowling, dove c'era la madre di Carnevali. Lo scopo di quest'ultimo infatti era costringerlo a scusarsi con lei «in ginocchio». Ma alla Mazzanta arrivarono anche i carabinieri, la madre di Puddu e il padre della fidanzata. Si scatenò un parapiglia, sedato dai carabinieri che portarono in caserma otto persone. Per Carnevali il pm Antonio Giaconi dispose gli arresti domiciliari. Quei dieci minuti di costrizione in auto integrarono gli estremi del sequestro di persona. Al processo l'imputato era difeso dall'avvocato Pamela Tovani (sostituita all'ultima udienza da Giuseppe Musotto). Il giudice Antonio Del Forno ha accolto la richiesta del pm Antonella Tenerani, condannando Carnevali a quattro anni e 15 giorni di reclusione e al pagamento di 2.500 euro nei confronti di Puddu, costituitosi parte civile e tutelato dall'avvocato Paolo Parietti.
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