Il Tirreno

«Macché falsità, quella via è vicinale ma privata»

Fiorella Marini   (sindaco di Bibbona)
La sbarra che chiude la strada
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La sbarra che chiude la strada

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Sono costretta a tornare sulla chiusura del tratto di via dei Cavalleggeri dopo l'intervento dell'ex tecnico comunale Nino Martino. Nessuno mi ha riferito falsità, è il geometra Martino a essere male informato. La via è vicinale ma privata. Esiste una distinzione tra strade vicinali pubbliche e strade vicinali private ben definita da una relazione del 2003 del difensore civico della Regione dalla quale si evince che una strada vicinale, per poter essere definita di uso pubblico, deve collegare due punti del territorio. Il caso non risponde ai criteri visto che un cancello alla fine della strada non permette tale collegamento. Per quanto riguarda la costituzione dell'uso pubblico di una strada vicinale è necessaria la presenza di un titolo valido a sorreggere l'affermazione del diritto di uso pubblico. In questo caso la presenza da decenni di un cancello poco più avanti rispetto alla sbarra recentemente installata dalla forestale rende evidente la mancanza di tale titolo. È da chiedersi come mai Martino non si è attivato nel trentennio da titolare dell'ufficio tecnico per affrontare il problema (a suo dire) che solo oggi evidenzia.  Per la proprietà del suolo delle strade vicinali, sia a uso privato sia a uso pubblico, risulta che il diritto appartiene ai privati frontisti.  Le suddette considerazioni sono sostenute dalla prevalente interpretazione sulla quale è intervenuto nello stesso modo anche il difensore civico della Regione. Sarebbe quanto mai opportuno che prima di esprimere pubblicamente i giudizi come ha fatto Martino ci si preoccupasse di aggiornare le proprie conoscenze.  Le ulteriori affermazioni sono prevalentemente un elenco di intenzioni o di iniziative che sostiene di aver intrapreso, ma delle quali non dà conto per il risultato conseguito. Peraltro non spiega con quali modalità e atti abbia compiuto alcune azioni, come aver "contrastato i responsabili del demanio militare nella loro intenzione di recintare...", "avvisando che non avrebbero ottenuto il nullaosta ambientale...", "contrastato l'insana tendenza a recintare i terreni alle rene", "contrastato i tentativi del precedente affittuario di farne un uso speculativo che ritenevo inammissibile su beni demaniali". Gravi illazioni, poi, i riferimenti alla vecchia amministrazione in riferimento a favoritismi sul cambio di affituario. Ultimo punto riguarda il canone che il Comune corrisponde alla forestale: canone pagato non come detto da Martino per la strada in oggetto, ma per una porzione dell'area adibita a parco pubblico.

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