Il Tirreno

«Un euro a testa per salvare l'Oasi Emilia»

Alessandra Bernardeschi
La sala di piazza del Mercato durante l’assemblea sulla mensa dei poveri
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La sala di piazza del Mercato durante l’assemblea sulla mensa dei poveri

Questa la proposta uscita dall'assemblea. E ci sono già adesioni

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 ROSIGNANO. Sensibilizzare sul problema povertà le associazioni di categoria, dagli industriali alle piccole e medie imprese, dal commercio al turismo, dall'operaio all'imprenditore, affinché tutti possano versare una percentuale, in base al guadagno, per opere sociali e per la Sorgente del Villaggio che opera sul territorio e che gestisce la mensa dell'Oasi Emilia. Questa la strada indicata venerdì sera durante l'assemblea pubblica indetta dall'Onlus che opera direttamente sul territorio.  Le storie. Lascia senza fiato la storia dell'anziana, rimasta vedova, che ha impiegato più di un mese per varcare la soglia d'ingresso della Sorgente del Villaggio per chiedere aiuto, per prendere un pacco viveri. «È stata convinta da alcune amiche - racconta Conforti, presidente dell'associazione - ma ancora oggi, quando arriva, fa di tutto per rendersi invisibile». Vergogna, orgoglio, soprattutto tra chi fino a pochi mesi fa un lavoro ce l'aveva. Fa star male anche la vicenda della donna che arriva all'associazione perché non ce la fa più a pagare l'affitto di casa.  Un euro per l'Oasi. Storie che inevitabilmente provocano reazioni immediate. Come quella del consigliere comunale del Pdl Giordano Tani che ammette: «Come consigliere comunale mi impegno a devolvere il gettone di presenza alla Sorgente». A ruota il presidente dello Sporting Club di Rosignano Marittimo: «Inviterò gli associati a devolvere un euro della quota all'associazione, la stessa richiesta potrebbe essere avanzata all'Uisp, all'associazione calcio e a tutti quelli che operano nello sport». Un modo per tamponare la situazione che si fa sempre più drammatica. Perché, da due anni a questa parte la Sorgente del Villaggio distribuisce pacchi viveri ad oltre 100 famiglie, tutte segnalate dagli assistenti sociali che operano nell'Asl «ma siamo sicuri - dice Conforti - che sono tante le famiglie in povertà che per pudore vivono il loro stato in silenzio». Ma scarseggiano i volontari, ci sono spese fisse come luce, acqua, gas, frigoriferi da riparare ed un contratto d'affitto scaduto da due anni per cui ci sarà, prima o poi, la necessità di trovare una nuova sede. E la situazione va peggiorando.  Da qui parte la proposta: cittadini e associazioni che si fanno carico del problema «in fondo - conclude Conforti - basterebbe un euro a persona, un piccolo contributo per aiutare coloro che stanno vivendo momenti difficili».

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