Delegazione orientale in Comune
Verso un'intesa con la Cina per esportare prodotti locali
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Franchi con la delegazione cinese 3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Un protocollo d'intesa per esportare in Cina prodotti locali. Con questo obiettivo si è svolto ieri pomeriggio, nella sede del Castello di Marittimo, un incontro con una delegazione cinese, tra cui il vicepresidente della Camera di Commercio di Pechino. Presenti il sindaco Alessandro Franchi, il presidente della Camera di Commercio di Livorno Roberto Nardi, il sindaco di Castagneto Fabio Tinti ed una delegazione di rappresentanti delle associazioni di categoria ed imprenditori locali. Da parte di tutti l'impegno per arrivare a siglare un vero e proprio accordo di programma per promuovere l'interscambio di prodotti ed investimenti. La visita cinese. La presenza della delegazione è da ricondursi al viaggio compiuto dal sindaco Franchi in Cina lo scorso mese di novembre, durante il quale fu firmata una lettera di intenti tra l'associazione di distributori della Provincia cinese del Guangdong e il Comune di Rosignano per futuri possibili scambi commerciali, turistici e industriali. Il risultato finale di oltre due ore di incontro? I membri della delegazione cinese e gli amministratori locali hanno concordato sulla necessità di rinsaldare il rapporto preparando e poi siglando un accordo di programma e di cooperazione per promuovere l'interscambio bilaterale e gli investimenti. Impressionanti i numeri forniti dal vicepresidente della Camera di Commercio di Pechino e dal vicepresidente dell'associazione distributori della Provincia del Guangdong, che hanno ricordato tra l'altro che l'Italia è il loro quarto partner commerciale per importanza in Europa. «Questo - hanno detto in estrema sintesi - è il momento giusto per sviluppare relazioni più strette con il mondo economico cinese. Il Pil è quasi raddoppiato dal 2005 al 2010, così come è raddoppiata anche la vendita di beni di consumo. Oggi in Cina ci sono 7 città con più di 10 milioni di abitanti e 30 città con più di 5 milioni. La fascia delle persone con reddito medio e alto sta crescendo rapidamente. Si tratta per lo più di uomini e donne giovani, di età compresa tra i 30 ed i 50 anni, che non hanno problemi a spendere in beni di consumo. In Cina oggi i prodotti di qualità non sono sufficienti a soddisfare la domanda e quindi abbiamo due obiettivi: aumentare l'importazione di beni di prezzo medio, ma di alta qualità, anche senza un brand specifico, ed acquisire team progettuali e materiali per produzioni di qualità in Cina». Prodotti tipici e turismo. Ecco, dunque, aprirsi delle opportunità anche per il nostro territorio che - come hanno ricordato Nardi, Franchi, Tinti ed alcuni imprenditori intervenuti - «può offrire prodotti alimentari, vino, olio, miele, ecc., di alta qualità, ma anche un assaggio concreto dello "stile di vita italiano" grazie alla qualità dei paesaggi e della vita. Ipotizzata, oltre alla commercializzazione dei prodotti, la promozione di un turismo enogastronomico per i cinesi che nei nostri territori potrebbero trovare anche mare, collina e vicinanza alle città d'arte toscane.
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