Il Tirreno

Il libro. Presentato «Storie di mani e di vino», 205 fotografie

L'omaggio di Khauh Ngyen a chi lavora dietro le quinte

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 VERONA. Il mondo del vino è fatto anche di mani che lavorano la terra, che curano amorevolmente la vigna, che potano, innestano. Mani che controllano la maturazione dell'uva, che vendemmiano, lavorano in cantina...  A queste mani Khauh Ngyen ha dedicato un libro dal titolo "Storie di mani e di vino", appunto. Libro che ha debuttato l'anno scorso in una mostra in Germania, a Monaco di Baviera, ma che ha avuto la sua prima vetrina internazionale proprio ieri al Vinitaly di Verona.  Khau è una gentile signora vietnamita che, insieme al marito Franco Batzella, dieci anni fa ha scelto di ritirarsi dal mondo dell'alta finanza e ha dato vita a un'azienda vitivinicola nella Doc Bolgheri che sta riscuotendo un crescente apprezzamento. Sia dagli esperti che dal pubblico degli enoappassionati.  Il suo vino di punta è il Tam (passione, nella lingua madre di Khauh): 60 per cento Cabernet Sauvignon e 40 Cabernet franc. Un blend nello stile Bolgheri.  E per festeggiare i suoi dieci anni, l'azienda ha dato alle stampe "Storie di mani e di vino", libro fotografico curato dalla stessa Khauh, con una prefazione dell'enologo Attilio Pagli e del professor Attilio Scienza (padre della zonazione di Bolgheri).  Edito dal "Masso delle fate" (costo 20 euro) il libro contiene 205 fotografie che vogliono essere un omaggio ai protagonisti del mondo del vino che lavorano dietro le quinte, operosi ma sconosciuti.  I loro volti segnati dal sole, le belle mani rugose fanno da sfondo a un'epopea agricola che ha fatto crescere i blasoni delle grandi aziende. M.M.

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