Il Tirreno

Lorenzo non parla, ma il suo silenzio urla vita

La mamma di Lorenzo
Lorenzo non parla, ma il suo silenzio urla vita

Una mamma di Rosignano racconta i progressi a scuola di suo figlio

2 MINUTI DI LETTURA





Lorenzo è un bambino autistico, speciale lo definisce la sua mamma, che inaugura con il suo racconto il filo diretto fra i lettori del Tirreno e l'associazione Haccompagnami. Uno spazio che di volta in volta ospiterà storie, protagonisti, esperienze del mondo della diversabilità. L'obiettivo è capirne di più per superare le barriere mentali (più potenti di quelle architettoniche, perché le precedono) che dividono la cosiddetta normalità dall'handicap. Come spieghiamo nell'articolo in basso, chiunque può intervenire, raccontando la sua storia. Ormai ci siamo, la primavera è arrivata e tra poco anche quest'anno scolastico si concluderà. Tra non molto le aule si svuoteranno, costumi e asciugami prenderanno il posto dei libri negli zaini dei bambini. Anche Lorenzo andrà al mare, si divertirà e farà nuove esperienze, ma difficilmente riuscirà a dimenticare tutti gli amici conosciuti alla scuola elementare. Lorenzo è uno di quei bambini che vengono definiti "speciali", ma lui speciale lo è veramente. Lorenzo non parla, ma i suoi silenzi urlano vita. Cinque anni sono volati: sono stati anni di gioie, conquiste ma anche di dure lotte. Ma ci siamo arrivati, e a settembre ci sarà il grande salto, la scuola media.  L'inizio di un nuovo percorso scolastico genera inevitabilmente nel genitore un senso di ansia e preoccupazione, significa entrare in contatto con una realtà sempre meno protettiva, con un ambiente scolastico che richiede maggiori capacità organizzative, e tutto questo per un bambino con difficoltà richiede uno sforzo maggiore.  Ricordo ancora il suo primo giorno di scuola elementare, il suo sguardo impaurito e le fughe verso la porta. Pensai subito che sarebbe stata dura per lui riuscire a stare seduto al banco insieme gli altri bimbi, e invece ancora una volta il nostro bambino "speciale" ci ha stupiti.  Lorenzo in questi cinque anni è riuscito a meravigliarci giorno dopo giorno, la disponibilità e la competenza delle insegnanti e delle varie educatrici lo ha accompagnato verso obiettivi impensabili, l'integrazione in quella scuola non è rimasta solo una parola astratta, bensì il filo conduttore di uno straordinario percorso educativo che ha portato ricchezza e scambio reciproci. Oggi Lorenzo non ha più paura del banco ed i suoi sorrisi ne sono la dimostrazione tangibile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera