Il Tirreno

SCONTRO POLITICO

Pdl contro Società della salute, Orsini: sbagliato

 D.V.

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 CASTAGNETO. Il Pdl di Castagneto chiede l'abolizione della Società della Salute e la mozione fa discutere la maggioranza. Una mozione portata in primis nel consiglio comunale di Castagneto e che sarà riproposta come discussione politica nei consigli comunali di tutta la Toscana. La Corte Costituzionale si è espressa con una sentenza (326 / 2010) che dichiara l'illeggitimità delle Sds. La Regione Toscana ha subito istituito un tavolo di concertazione al quale siedono Anci e tecnici regionali, al fine di formulare una proposta alternativa per la gestione diretta delle società della salute. «L'urgenza della revisone relativa alla normativa toscana - ha dichiarato Antonella Orsini, assessore al sociale del Comune di Castagneto - vede una arretratezza rispetto alla 101/2010 della sezione Piemonte, della Corte dei Conti, la quale contraddice l'interpretazione sino ad allora prevalente, che i consorzi si dovessero sciogliere a partire dal rinnovo dei consigli, già dal 2011. Non vi è dubbio che le normative restrittive delle parti economiche riguardanti il federalismo, il patto di stabilità, il contenimento della spesa pubblica, metteranno in difficoltà non solo le Sds toscane ma anche le altre situazioni regionali.  Se agganciamo la norma all'impossibilità di fare i Consorzi, ne deriva che gli enti pubblici sarebbero costretti a gestire nuovamente in proprio tutti i servizi sociali e socio sanitari, in un percorso politico per il quale la Regione Toscana ha investito assieme ai comuni, risorse, idee, progetti e risultati. Comprendiamo le rimostranze delle opposizioni solo come mero atto strumentale - aggiunge Orsini -, la poca conoscenza del sistema ci fa davvero comprendere quanto sia necessario continuare ad investire in questo settore specifico, resta l'amarezza della incomprensione di un sistema di gestione che trascorsi i 5 anni di sperimentazione ha trovato la sua applicazione mediante una apposita normativa regionale, ritenuta peraltro dall'allora ministro Sacconi una "buona pratica a livello nazionale". Gli innumerevoli servizi alla persona, ai diversabili, ai minori, alla famiglia, agli anziani, agli immigrati: i distretti, i centri di accoglienza, i centri diurni, la prevenzione le dipendenze, le malattie croniche... ecc. restano ad oggi un grande patrimonio da dover gestire sempre nell'ottica di una considerevole attenzione rivolta ai nostri cittadini».

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