Il presidio
L'orrore dei lager e l'uccisione di Chiesa nel ricordo al Lillatro
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Il sindaco Franchi col senatore Chiti e, in alto la cerimonia 3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Tanta gente, nonostante il freddo, ha partecipato ieri mattina al Lillatro alla commemorazione di Oberdan Chiesa, antifascista rosignanese fucilato per rappresaglia il 29 gennaio del 1944: cerimonia inserita nell'ambito della Giornata della Memoria. Erano presenti, tra gli altri, il senatore Vannino Chiti, vice presidente del Senato e il prefetto di Livorno Domenico Mannino. Presente anche un picchetto di onore dei carabinieri in alta uniforme, il sindaco Alessandro Franchi, gli assessori rosignanesi, il presidente della sezione locale dell'Anpi Giacomo Luppichini, molti sindaci e assessori dei comuni della provincia di Livorno, tanti rappresentanti delle forze dell'ordine e delle autorità militari, ma anche studenti e semplici cittadini. Tutti accolti al loro arrivo dalle struggenti note della colonna sonora del film "La vita è bella" suonate dalla Filarmonica Solvay. Ad introdurre le celebrazioni è stata l'esibizione della Schola Cantorum con "Va pensiero" ed alcune canzoni partigiane che hanno avuto il merito di riportare alla mente dei presenti quella fredda mattina di 67 anni fa, quando Oberdan Chiesa fu fucilato dai fascisti, e quella del 27 gennaio 1945, quando i soldati sovietici aprirono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. «Sono due date piene di significato - ha detto il sindaco Franchi - che da sempre vogliamo ricordare insieme. La memoria e la storia sono gli unici due strumenti che abbiamo per impedire il ripetersi di queste tragedie perché un popolo che dimentica è un popolo che non ha futuro». Da Giacomo Luppichini dell'Anpi è venuto invece un accorato appello per l'unità nazionale. «In un momento così difficile è fondamentale sentirsi uniti. L'unità nazionale - ha sottolineato tra gli applausi dei presenti - non si tocca!». Ospite d'onore della commemorazione il senatore Vannino Chiti. «Non si può difendere la Costituzione senza conoscerla - ha detto -. La nostra è tra l'altro una grande Costituzione, molto attuale, che mette al centro la persona, con i suoi diritti e i suoi doveri, che ci chiede di non chiudere gli occhi di fronte ai fenomeni del razzismo, alle ingiustizie, alle criminalità, allo spreco di risorse. Diceva Calamandrei che la Costituzione per vivere ha bisogno di partecipazione e quindi l'indifferenza alla politica è pericolosa. Ecco - ha concluso - io credo che noi abbiamo oggi due impegni: trasmettere i valori della democrazia e manifestare responsabilità e impegno nella vita politica». Quindi la consegna di due medaglie d'onore della Presidenza del Consiglio dei Ministri ai familiari di due cittadini deportati in campi di internamento. Una medaglia d'onore è stata consegnata dallo stesso Chiti a Cesira Bernardelli per il padre, l'internato militare Antonio Bernardelli, che fu nel campo di internamento di Lukenwalde in Germania dal 9 settembre 1943 al 14 maggio del 1945. L'altra medaglia di onore è stata consegnata dal prefetto Mannino a Daniele Paroli per il padre Pierino Paroli, anche lui internato militare, dal settembre 1943 al 1 maggio 1945 presso il campo di internamento di Mitterdorf in Austria.
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