Il presidio
In città un film sull'Italia unita
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Una cerimonia in memoria delle vittime di guerra davanti al cippo dei caduti Sotto il regista Smuraglia Fa parte del programma per le celebrazioni dei 150 anni
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CECINA. Il proprietario terriero Giusteschi assegna ad un suo colono un pezzo di terra nella zona di Marina perché ne tragga sostentamento per sè e per la sua famiglia. Siamo alla metà dell'Ottocento, proprio quando si sta facendo l'unità d'Italia. Lo storico Ilio Nencini ha proposto al regista pratese Massimo Smuraglia di girare un film sulla vicenda. Così Smuraglia, il direttore della scuola di cinema «Anna Magnani» di Prato, che ha già realizzato in zona un importante film sul «caso Danesin», si è messo in movimento nell'intento di realizzare un «corto» su questo episodio storicamente documentato. Tant'è che c'è già una sceneggiatura di Ilaria Mavilla e si è manifestato l'interessamento tanto del Comitato per i 150 anni dell'Unità d'Italia, quanto dell'amministrazione comunale e di un ente finanziario. Si avrà così una vicenda sui rapporti umani e civili tra un proprietario e un colono esteso ai figli, prima bambini poi giovani. Ma soprattutto nel quadro dei grandi eventi delle lotte risorgimentali e post-unitarie. Una micro-storia locale nell'ambito dei mutamenti profondi della società e degli assetti politici nazionali. Nel pomeriggio di domenica Smuraglia ha diretto personalmente il casting alla scuola Artimbanco in villa Guerrazzi per la ricerca di altri interpreti oltre agli attori della scuola comunale di teatro cecinese che hanno già dichiarato la loro disponibilità. A metà febbraio sarebbero previste le riprese dato che sono state già individuate le location dove girare le scene sia degli interni che degli esterni. Nal frattempo il Comitato per i 150 anni ha individuato una serie di iniziative di notevole rilievo che si realizzeranno anche oltre le date fatidiche del marzo prossimo. Nel palazzo comunale dei congressi in restauro è prevista una targa commemorativa e al cimitero dovrebbero essere recuperati, restaurati, promossi cippi e lapidi commemorativi di alcune figure risorgimentali e garibaldine della città. Poi gli impegni dell'Artimbanco e di Sarabanda, le due scuole di teatro e di musica della Cinquantina, che si dovrebbero sostanziare nella messa a punto della pièce di Fabrizio Parrini «il rifugio dell'aquila» sul personaggio del Guerrazzi. Non mancheranno infine i convegni storici su cui è molto interessata la fondazione Geiger. Insomma tra cinema, teatro e musica il coinvolgimento dei cittadini e delle scuole di ogni ordine e grado dovrebbe essere assicurato. Il taglio originale, non solo commemorativo, sembra promuovere le iniziative del Comitato locale tra le più promettenti nella provincia livornese.
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