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Il caro-acqua? Colpa del calo dei consumi
Rino Bucci
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Una bolletta dell acqua Barsotti (Ato 5): un milione e mezzo di metri cubi in meno
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CECINA. Alla base della maxi-stangata sulle prossime bollette dell'acqua una contrazione dei volumi erogati rispetto al previsto. A spiegarlo è il direttore di Ato 5, Luca Barsotti. «La necessità di aumentare il 5 per cento (a cui va aggiunta l'inflazione programmata e i rincari di depurazione e fognatura, ndr) - sostiene il manager - è una conseguenza dei minori volumi che abbiamo dovuto rettificare sulla base dei consuntivi 2008-20009 e quello previsto per il 2010 che verrà confermato dal primo ciclo di lettura nel 2011. Senza contrazioni, avremmo avuto anche minore perdita di fatturato, e minore difficoltà a recuperarla nel 2011 e nel futuro». Rispetto alle previsioni 2010, non sarebbe stato erogato (e quindi riscosso) circa un milione e mezzo di metri cubi d'acqua. Non parliamo di differenze di volumi elevatissime «ma con il valore medio delle tariffe ad oltre due euro escono fuori cifre importanti. Il fenomeno, anche se in parziale riduzione, si riverbera sul 2011». Fognatura e depurazione. Come detto, anche se in misura più contenuta rispetto all'acqua, quest'anno sono aumentate fognatura e depurazione. «Una conseguenza - spiega il direttore - di una sentenza della Corte costituzionale che risale al 2008. Già nel 2009 avremmo potuto intervenire con un aumento, ma il dato di calcolo era troppo incerto e non lo facemmo. Invece nel 2010 siamo già intervenuti con un aumento più contenuto, che non è stato sufficiente, e questo è il motivo del ritocco del 2011. Volendo dare un dato di rappresentazione medio dell'aumento generalizzato, è quindi del 7,25% (inclusa l'inflazione programmata)». La delibera. L'aumento delle tariffe è stato deliberato il 28 dicembre scorso, all'unanimità, dai sindaci dei Comuni (o per loro, dai delegati) che fanno parte di Ato 5. Dei trenta enti in seno all'Autorità ne erano rappresentati 14. Per la Val di Cecina mancavano i Comuni di Castagneto, Casale, Santa Luce, Monteverdi e Orciano. Quasi al completo la Val di Cornia (mancava solo Sassetta), mentre era priva di rappresentanti l'Elba (ad esclusione di Rio Marina per la quale era delegato il presidente di Ato 5 Paolo Pacini). Mancava Collesalvetti.
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