Il Tirreno

Coldiretti ha portato a Roma un centinaio di operatori della provincia. Ferri Graziani: così ci sentiamo più garantiti

No ai prodotti taroccati, esultano gli agricoltori

La manifestazione organizzata dalla Coldiretti
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La manifestazione organizzata dalla Coldiretti

Anche un pullman dalla Val di Cecina a sostegno della legge sul made in Italy

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 CECINA. Anche dalla Val di Cecina sono arrivati in tanti davanti a Montecitorio. Un pullman intero di agricoltori, un centinaio dalla provincia di Livorno, mille i toscani, che hanno aderito con entusiasmo alla manifestazione indetta da Coldiretti a sostegno della legge contro il falso Made in Italy. E dopo il via libera in commissione, l'agricoltura livornese festeggia.  Il presidio organizzato da Coldiretti si è trasformato in una grande festa per salutare un provvedimento atteso e sollecitato da oltre dieci anni per mettere al riparo l'agroalimentare nazionale dai falsi e i consumatori dai rischi sanitari.  «La superiorità del Made in Italy alimentare è attribuita al rispetto di leggi più severe, alla bontà e freschezza e alla garanzia di maggiori controlli», commenta il presidente provinciale Coldiretti Simone Ferri Graziani.  «La fiducia accordata alle produzioni agricole italiane è giustificata dal primato nei controlli con oltre un milione tra le verifiche e le ispezioni effettuate sul Made in Italy alimentare nel 2010», spiega il direttore di Coldiretti Livorno Roberto Franchini, che, insieme al presidente ha partecipato al sit in di Roma.  Ed ecco i punti più importanti della legge: si prevede l'obbligo dell'indicazione del luogo di origine o di provenienza e, in conformità alla normativa dell'Unione europea, dell'eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm) in qualunque fase della catena alimentare, dal luogo di produzione iniziale fino al consumo finale. Per gli alimenti trasformati, poi, sarà necessario indicare il luogo dell'ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione o allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata. Il ministero dello Sviluppo economico e quello delle Politiche agricole si impegnano a emanare entro 60 giorni dall'approvazione della legge i decreti interministeriali che definiranno, relativamente a ciascuna filiera, i prodotti alimentari soggetti all'obbligo dell'indicazione e il requisito della prevalenza della materia prima agricola utilizzata nella preparazione o produzione dei prodotti. La norma fissa anche la sanzione: fino a 9.500 euro.  Dunque stop ai prodotti taroccati: l'origine andrà dichiarata in etichetta e non potrà essere omessa neppure nella comunicazione commerciale, per non indurre in errore il consumatore. Niente più pubblicità con le colline toscane per promuovere prodotti preparati con materie prime provenienti da fuori regione.  Tutelato anche il formaggio Dop. La norma vieterà l'utilizzo del nome del formaggio Dop nell'etichetta per miscele di formaggi, in cui la Dop è inferiore al 20 per cento.  Per la promozione, la legge contiene provvedimenti utili per la promozione di contratti di filiera e di distretto a livello nazionale e all'istituzione di un Sistema di qualità nazionale di produzione integrata.

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