Il Comune: «Risorse esaurite». Stop a 17 posti letto, limmobile torna alla società Solvay
Chiude la casa di accoglienza
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Uninaugurazione di Alba e Sorriso Dopo 20 anni addio al primo centro per immigrati in Italia
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ROSIGNANO. Dopo vent'anni di storia chiude Alba & Sorriso. Dieci tegole di legno fissate a forma di X sulle finestre dell'edificio sono l'emblema della fine di un'esperienza unica, antesignana, che ha visto aprire a Rosignano una delle prime case di accoglienza per immigrati in Italia e sperimentare nuovi modelli d'integrazione. Oggi Alba & Sorrise chiude, stritolata da scelte che si dice siano dettate dagli insostenibili costi dei servizi sociali, dai tagli del governo agli enti locali, dai bilanci risicati di consorzi come la Società della Salute, da esigenze di dare «risposte nuove a nuovi bisogni». Intanto, però, c'è che non ci sono più 17 posti per italiani e stranieri suddivisi in due moduli d'accoglienza: 12 per l'asilo notturno (un letto dalle 19 la sera alle 8 la mattina), 5 come casa famiglia (una vera e propria abitazione con servizi comuni). C'è di certo che non ci lavoreranno più 6 persone (compresi i coordinatori dei progetti) dell'Arci Bassa Val di Cecina che ha sempre avuto in gestione la struttura. C'è che la società Solvay - storica proprietaria dell'immobile - rientrerà nella piena disponibilità del bene che da oltre vent'anni ha ceduto in comodato d'uso gratuito al Comune di Rosignano e non si sa che tipo di utilizzo ne sarà fatto. «La speranza - confessa Claudia Franconi, presidente dell'Arci - è che questo sia solo uno stop. Che si possa ripensare alla scelta e ridar vita ad una struttura che ha fatto la storia delle politiche d'integrazione nella Bassa Val di Cecina e non solo». E Riccardo Paini, coordinatore per l'immigrazione dell'Arci aggiunge: «Oggi le nostre bandiere sono listate a lutto. Chiedamo fortemente che i comuni, la Società della Salute, tutti gli enti si diano una mossa per sollecitare Solvay ad intervenire sull'immobile, per una ristrutturazione, perché possa ancora funzionare da centro d'accoglienza». Elena Ciaffone, assessore alle politiche sociali, sottolinea l'esistenza di problemi per i costi nella gestione della struttura, accentuati dai «gravi tagli al sociale di questi anni». «Basta pensare - dice - che oggi la Società della Salute deve fare i conti con 900mila euro in meno». E conferma che, scaduta la convenzione con Solvay poi prorogata per due anni, è stato deciso di chiudere Alba & Sorriso cercando soluzioni indolori per gli ospiti. Così non è stato rinnovato già da settimane il permesso agli occupanti e si sono trovate soluzioni diverse per alcuni casi. «Ci stiamo organizzando - dice Ciaffone - con altri comuni per trovare appartamenti da utilizzare come case famiglia». Sebbene contrassegnata anche da momenti difficili, da chiusure e riaperture, da ristrutturazioni più o meno efficaci, da qualche momento di tensione fra immigrati e disperati, Alba & Sorriso è sempre stata un punto di riferimento per tantissimi stranieri alle prese col problema casa: da quando nacque, sulla scia delle polemiche del Caso Novaro (i corsi di alfabetizzazione rifiutati nella scuola elementare di Vada ai senegalesi), ad oggi. Ora chiude, nel silenzio di tutti, con dieci sbarre di legno martellate alle finestre. A.R.
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