Il Tirreno

Gli abruzzesi popolo fiero

Gli abruzzesi popolo fiero

Borghezio sappia che lavorano per ricostruire

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 Vorrei rispondere all'eurodeputato Borghezio, riguardo alle affermazioni ed ai giudizi da lui espressi sugli abruzzesi. Il popolo dei brutii era un popolo fiero, che fece dannare non poco i nemici invasori, di varie nazionalità. Storicamente, quella parte d'Italia conosciuta come Abruzzi e Molise prima, e poi distintamente, ha dato il proprio contributo alla vita artistica, culturale, scientifica e sociale nazionale, ed ancora prima il proprio tributo di sangue per l'Unità d'Italia ed a finire durante le due grandi guerre. Non è certo per amore di polemica, ma mi pare assolutamente raccapricciante che si definisca peso morto, una popolazione ferita mortalmente da un sisma e da inganni perpetrati nel tempo circa costruzioni nevralgiche, crollate come neve al sole, insieme ai loro abitanti.  Gli abruzzesi, nel tempo sono stati soggetto di forte emigrazione per mancanza d'investimenti produttivi, verso gli Stati europei e verso le Americhe, non dimenticando mai la loro patria, mandando soldi a chi restava per aiutare e costruire quattro mura, il sogno di una vita, da godersi durante la meritata pensione. Nel dopoguerra molti abruzzesi sono emigrati in diverse parti d'Italia, spesso per esercitare l'agricoltura o la pastorizia. Certamente come tanti altri Italiani. Né più né meno. Oggi gli aquilani rischiano di perdere la loro identità, la splendida, inversa Gerusalemme è ridotta ad un cumulo di macerie che hanno inghiottito millenni di storia, di arte, di cultura, di storia religiosa, di umanità, di vite, di tradizioni splendide e secolari. Alla stregua delle mille culture d'Italia. Gli abruzzesi sono abituati a rimboccarsi le maniche, ovunque si trovino, con dignità e tante volte in silenzio, forti di quella forza che viene dall'asperità dei monti, tranquilli, di quella tranquillità che viene dall'ampiezza dell'orizzonte, accoglienti, di quell'accoglienza che deriva dall'essere stati punto di approdo nei secoli. L'onorevole Borghezio ha sbagliato, spero che se ne renda conto e che si scusi con gli Abruzzesi che in quella regione hanno sofferto per lutti e privazioni e soffrono oggi, a rischio di perdita d'identità, eppure le loro voci si sono alzate decise e civili, come le loro mani: per ricostruire. Lucia Croce (presidente del Consiglio comunale di Rosignano Marittimo)

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