Il Tirreno

Boom di nascite ma il parto indolore può attendere

Boom di nascite ma il parto indolore può attendere

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Un tempo, fino a non pochi anni fa, si parlava di polo materno infantile. In sostanza non di un semplice punto nascite di un ospedale di primo livello come il nostro, ma di un attrezzato centro capace di far decollare definitivamente il suo potere attrattivo fatto valere non solo verso la città e la bassa Val di Cecina in genere, ma anche verso la val di Cornia e Livorno con puntate nel Volterrano.

Come? Con l'introduzione di nuovi servizi come il cosiddetto parto indolore (attraverso la tecnica dell'epidurale) e con il potenziamento degli anestesisti.  Oggi di questo progetto non c'è più traccia. Eppure la maternità di Cecina, negli anni, ha fatto segnare numeri importanti. Un'escalation, in positivo, dei parti che fa toccare al punto nascita locale quota 950 parti l'anno. Numeri che lo stesso direttore generale Monica Calamai e il direttore sanitario Luca Lavazza definiscono importanti, di poco inferiori a quelli fatti registrare dall'ospedale di Livorno. Eppure il parto indolore non è partito a Cecina come si era ipotizzato alcuni anni fa, ma a Livorno, dove comunque si devono fronteggiare problemi di «fughe» di partorienti verso soprattutto Pisa. Problemi che non allarmano più di tanto la direzione aziendale.  «Il nostro obiettivo - spiega Calamai - era comunque quello di garantire la partoanalgesia, di offrire questa possibiltà gratuitamente a tutte le donne in stato di gravidanza. E siamo partiti da Livorno dove da circa un anno e mezzo è attivo questo servizio».  Cosa significa l'epidurale? Oggi è possibile partorire riducendo il dolore attraverso l'iniezione di farmaci anestetici e antidolorifici nella zona lombare della schiena.v Dal 20 febbraio ad oggi, a Livorno, già 130 donne hanno fatto questa scelta. Introdurre questa tecnica a Cecina?  Per ora l'ipotesi sembra chiusa. Anche perché «questo servizio ha un costo per l'azienda», spiega Calamai. E proporlo altrove significa comunque assumere personale, che con questi chiari di luna ed i vincoli della Finanziaria resta un'impresa proibitiva.

Il direttore dell'Asl ricorda comunque come l'integrazione fra Cecina e Livorno funzioni e «non mancano casi di medici di Cecina che indirizzano le loro pazienti verso il punto nascite livornese per partorire con tecniche indolore». Cecina? Resterà un punto nascite con ottimi numeri ed elevata qualità e con personale all'altezza. Ma con l'attuale organico e senza il parto indolore.  Sorpresa negativa? Non proprio se è vero che fu l'attuale governatore Enrico Rossi (allora assessore alla sanità) a pronunciarsi chiaramente per il no all'epidurale nel corso di una visita lampo in ospedale. In quell'occasione Rossi disse che non era una priorità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera