Il Tirreno

Precaria via dalla Provincia dopo 7 anni

Martina Corirossi
<b>LA PROTESTA.</b> Fulvia Meini con il cartello di protesta davanti alla sede della Provincia
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LA PROTESTA. Fulvia Meini con il cartello di protesta davanti alla sede della Provincia

Protesta a Palazzo Granducale. «Non pago il mutuo da giugno»

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 LIVORNO. Ferma di fronte alla sede della Provincia di Livorno, Fulvia Meini, 42 anni, ex dipendente, non ha intenzione di muoversi. Continua la sua protesta per riavere quel posto a cui si era dedicata tanto.  Appeso al collo ha un cartello, il testo è esplicito: «Voi mangerete il panettone, a me lo avete tolto». Tolto a lei e ai suoi due bambini, di uno e tre anni. Nel 2002 Fulvia Meini, in seguito a regolare concorso, ottiene «per titoli e per esami», un posto all'Ufficio formazione e lavoro della Provincia. Si occupa a tempo pieno di monitoraggio, rendicontazione dei progetti e valutazione delle risorse.  A gennaio 2003, pur mantenendo mansioni e retribuzione, viene assunta alle dipendenze di una coop romana esterna.  Lavora per 7 anni, mette su famiglia e si impegna con un mutuo per acquistare casa. Il suo non è un ruolo marginale: all'ottavo mese di gravidanza viene richiamata al lavoro per dipanare un fascicolo su cui la Guardia di finanza nutre dei sospetti di irregolarità.  Ma nel 2008 arriva il colpo: la Provincia decide di internalizzare i dipendenti. Fulvia sostiene il concorso ma si ritrova in fondo alla graduatoria. Dei sette anni a Palazzo Granducale nemmeno uno le viene riconosciuto come titolo di anzianità: sono maturati alle dipendenze di una ditta non livornese. «È paradossale, mi sono vista scavalcare da tanti che proprio io avevo contribuito a formare», commenta Fulvia rimasta senza lavoro.  Nessuna possibilità di reintegro o assunzione a nuovo titolo. Fulvia è senza lavoro, con le rate del mutuo da pagare, quasi 800 euro al mese, e due figli da crescere.  «Lo stipendio di mio marito, elettrauto, non è sufficiente a coprire tutte le spese», spiega Fulvia, che intanto ha presentato ricorso al Tar.  Ieri il sindaco Cosimi le ha fatto visita incoraggiandola a proseguire legalmente la sua battaglia, rivolgendosi, se necessario, al giudice del lavoro. Ancora risposte negative invece dagli uffici della Provincia. «Non pago le rate del mutuo da giugno, io e mio marito - dice Fulvia - stiamo valutando l'opportunità di vendere casa e trasferirci dai miei genitori».

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