Il Tirreno

«Aiuto, siamo al gelo» la loro casa di legno crolla sotto la neve

Mario Moscadelli
Angelo Cennamo e Barbara Gronchi nella loro casa di Vada ora alluvionata
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Angelo Cennamo e Barbara Gronchi nella loro casa di Vada ora alluvionata

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 ROSIGNANO. La nevicata di venerdì ha reso inagibile la loro casa di legno. Ma non pensate ad una di quelle residenze realizzate con le ultime tecniche all'insegna del risparmio energetico. Questa è tutta un'altra storia. È una storia di povertà, di disagio sociale. È la storia di una coppia, Angelo Cennamo disabile di 61 anni e sua moglie Barbara Gronchi di 35, costretti a vivere in una specie di maxi baracca nella campagna di Vada, in via della Torre. Alloggio che ora non hanno più, perché la neve caduta venerdì ha sfondato il tetto e il gelo, poi trasformato in acqua, ha allagato e rovinato gran parte delle stanze. L'abitazione è stata dichiarata inagibile dalla Protezione civile, intervenuta venerdì sera in soccorso dei due, che poi sono stati accompagnati alla pensione Signorini, a Caletta (il Comune ha sistemato in questa struttura i senzatetto che rischiavano di congelare per il gran freddo). Ma qui, a spese del Comune, potranno restarci fino a domani. Poi dovranno trovarsi un'altra sistemazione, «che al momento non abbiamo», afferma la coppia. «Perché tutti i nostri risparmi - dice la coppia - li abbiamo investiti in questa casa di legno, che ora non possiamo abitare perché danneggiata dal maltempo e dichiarata inagibile. Non sappiamo cosa fare, siamo disperati. Il Comune ci farà stare in questa pensione per un altro giorno. E poi? Dove andremo? Non vogliamo passare il Natale in strada. Il problema è che abbiamo fatto la richiesta per una casa popolare, ma il Comune non ritiene di darcela».  L'assessore al sociale Elena Ciaffone conferma tutta la vicenda, condizioni della coppia compresa, soprattutto quella complicata dell'uomo. «Non possiamo dargli una casa popolare - dice Ciaffone - perché il marito percepisce una buona pensione e la moglie fino a pochi mesi fa abitava con i genitori». Ma perché la coppia allora non ha chiesto aiuto ai genitori della donna? «Perché - dice Gronchi - sono contrari al fatto che abbia sposato un uomo molto più grande di me. Inoltre, abbiamo 7 cani e dove abitano i miei non tolleravano la loro presenza. Così me ne sono andata e insieme a mio marito abbiamo tirato su, nell'estate scorsa, questa casa di legno nella campagna di Vada. È tutto ciò che abbiamo. O meglio che avevamo. Qualcuno ci aiuti: io non lavoro perché mio marito ha bisogno di assistenza continua viste le sue gravi condizioni di salute e non possiamo certo permetterci una casa in affito o di continuare a stare a nostre spese in questa casa». Prima di rifugiarsi in via della Torre, la disperazione - come affermano dal Comune - portò la coppia ad occupare abusivamente una casa popolare. «Capisco la situazione - riprende l'assessore Ciaffone - ma questa coppia non ha un punteggio tale da ricevere un alloggio erp. Ma posso garantire che non saranno lasciati per strada e che non passeranno il Natale al freddo. Una soluzione la troveremo, ma di sicuro occorre più collaborazione da parte dei coniugi».  

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