Il Tirreno

Doppia personale di pittura e scultura

Quel filo conduttore che lega Renato Vigo e Corrado Gai

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 CASTIGLIONCELLO. Un filo conduttore che si muove sulla scia della ricerca del colore, della luce e della forma, per due autori lontani nel tempo, ma vicini nella continuità, sperimentabile, dell'espressività e dell'invenzione.  Pittori e scultori, Renato Vigo (1895-1983), artista innovativo nella Livorno del Novecento, e Corrado Gai, giovanissimo talento indipendente, nel panorama labronico contemporaneo, insieme in una inedita ricca doppia personale, organizzata dal più anziano degli eredi di Vigo, il gallerista Roberto Odierna, che presenta a Castiglioncello, nella sede della Galleria "In Villa", da oggi al 9 gennaio, un ricco allestimento dove si potranno ammirare le opere storiche surreali dell'autore storico, ed alcuni pezzi inediti di Gai.  Su un arco temporale che va dal secondo dopoguerra agli anni Settanta-Ottanta, l'incredibile capacità innovativa di Vigo, la forza compositiva e l'immaginazione libera, nei dipinti e nelle sculture, realizzati in Sudafrica negli anni '50, ancora poco dopo il secondo conflitto mondiale. E Corrado Gai, che ne incontra l'opera nel 2008 e ne filtra la potenza con i dipinti "omaggi a Vigo", presenti nella mostra, e che cala nell'ambiente del suo "SurreGailismo", un ritaglio fondamentale del passato e della storia artistica stessa della sua città, in un nuovo ambiente già sedotto e proiettato nelle incertezze scenografiche del futuro.  Non cala di un millimetro di tela, la forza dell'atmosfera di Renato Vigo. Pittore livornese "atipico" rispetto alla tradizione comunque splendida del paesaggio, dominante nella città labronica del '900. Ma anche rappresentante di quel surrealismo che imperversava nella scena internazionale, e di cui è un riconosciuto e diretto protagonista.  Le composizioni di piante improbabili, dotate di vita autonoma ed intenzionali, personaggi da fiaba moderna, e oggetti del quotidiano, la caduta della distinzione fra umano e vegetale, su sfondi sottilmente visionari, notturni e tenebrosi, o bianchi e futuribili, in cui convivono, senza contrasto, gioia e solitudine, certezze e disorientamento, sensualità recondite e innocenza.  Una nuova organizzazione del cosmo e degli ambienti dell'immaginario, la calma dopo il caos, e il caos come condizione permanente e produttiva, introduzione ad una ricerca libera dall'interno verso l'esterno, in uno specchio immediato, nella forza vorticosa dove il colore dialoga sottilmente con la luce: sono le "stanze" di una nuova poetica pittorica, il "SurreGailismo" di Corrado Gai.  La mostra, in via G. Biagi 17/19, resterà aperta ai visitatori fino all'11 gennaio 2011. Tutti i giorni (martedì chiuso), nell'orario 10-13, 16-19.30 (ingresso libero).  Info: 0586 / 759077; 348 2831224; invilla-odierna@tiscali.it.

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