Il presidio
Sos furti, telecamere in chiesa
I ladri sono entrati per la terza volta nella sacrestia di San Leopoldo. Don Pio: «Non basta aver messo l'allarme»
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VADA. Telecamere in sacrestia. Si dovrà ricorrere a tanto per protegerre la chiesa di Vada dall'intrusione di ladri a caccia di soldi, a caccia delle elemosine. Sì, perché pochi giorni fa c'è stato l'ennesimo tentativo di furto, il terzo nel corso del 2010. Ed è per questo che don Pio Maioli, parroco di San Leopoldo, ora sta prendendo in considerazione l'idea di installare la videosorveglianza. Perché se è vero che solo in un'occasione è stato portato via del denaro, i danni materiali sono sempre consistenti visto che poi c'è un portone da riparare. E allora meglio cercare di dare un volto agli autori di questi gesti, che sanno di disperazione. Il portone in questione è quello tra la chiesa e la sacrestia. Fu forzato senza successo il 28 marzo scorso. Fu forzato, questa volta con un colpo riuscito, il 28 aprile scorso, pochi giorni prima che fosse installato l'allarme. Allarme che ha sventato il tentativo di furto andato in scena sabato scorso. «Sì - spiega don Pio Maioli - l'allarme ha fatto mettere in fuga il ladro, anche se restano i danni al portone. L'aspetto singolare è che non ci sono sono segni di scasso sulla porta: è come se qualcuno avesse provato a buttarla giù a spallate e in parte c'è riuscito. Pensate che, a sostegno del portone, dalla parte interna alla chiesa c'è anche una sbarra di ferro». L'uomo, comunque, sarebbe riuscito a mettere piedi in sacrestia, ma qui è suonato l'allarme collegato al telefono dei carabinieri e della stanza del parroco. Quando don Pio è arrivato sul posto non c'era più nessuno. «Per fortuna non è stato portato via niente - conclude il parroco - ma a questo punto ritengo che sia necessario installare delle telecamere per sorvegliare almeno la sacrestia».
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