Italia
Igiene alimentare: oltre 300 controlli tra bar e ristoranti
Rino Bucci
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CECINA. Olio di frittura usato più volte, cibi mal conservati e partite alimentari pericolose. È stata intensa l'attività, nel corso del 2010, del settore igiene degli alimenti e nutrizione dell'Asl 6. «Ormai c'è una certa attenzione da parte di chi lavora nel comparto alimentare - spiega il responsabile Antonio Lombardi - quindi trovare un topo in cucina è un evento abbastanza eccezionale, anche se può ancora accadere. Semmai il problema della Bassa val di Cecina è il frequente cambio di gestione che ci costringe a intensificare i controlli e ripartire daccapo ogni volta. Infatti per tutte le attività, che siano mense, bar, o ristoranti, viene fatta una valutazione del rischi in base ai controlli precedenti. Se il locale ha un passato virtuoso sarà più bassa la probabilità di andare incontro a spiacevoli sorprese e minori i controlli».
Controlli. Nei luoghi dove si preparano e consumano alimenti da gennaio sono stati ben 309, in media uno al giorno. «Nella maggior parte dei casi sono andati a buon fine - spiega Lombardi - ma a seconda delle analisi svolte, quando sono state trovate irregolarità, gli esercizi hanno subìto delle sanzioni». Il più delle volte a causa di errori nella procedura di preparazione dei cibi o nel modo in cui vengono conservati. «A questo serve il campionamento degli alimenti - dice Lombardi - nel corso del 2010 sono stati 152. La procedura consiste nel scegliere un tipo di esercizio, ad esempio le mense e una pietanza che potrebbero essere i contorni. Poi si procede alle verifiche».
Allerte sanitarie. Si entra nel campo delle irregolarità. «Capita - spiega Lombardi - che da organi nazionali o internazionali - vengano segnalati degli alimenti o degli oggetti in commercio dannosi per l'uomo. A quel punto il nostro ufficio ha il compito di controllare la presenza di questi prodotti sul territorio e toglierli dal mercato. Quest'anno per gli alimenti sono state 22 le allerte; sono stati sequestrati dei cibi italiani con un'alta concentrazione di colorante e anche del miele con significative tracce di fitosanitari (prodotti che servono per combattere le malattie delle piante). In questo momento ci hanno segnalato delle palline di Natale tossiche per i bambini».
Prescrizioni e sanzioni. Sono state ben 120. «Si notificano quando, durante un sopralluogo - spiega Lombardi - vengono rilevate delle carenze nella procedura di autocontrollo. L'esempio più ricorrente sono le casse d'acqua nei supermarket. Devono essere collocate a 15-20 centimetri da terra per ragioni sia igieniche che di umidità. Se l'esercente non rispetta questa regola scatta la segnalazione o la sanzione in caso di multa».
Comunicazioni di reato. Sono state 4 nel corso dell'anno. «Sono i casi più gravi - continua Lombardi - in questi frangenti c'è anche la segnalazione alla Procura. Si tratta di situazioni che possono causare danni all'uomo. Quest'anno è capitato di segnalare un ristorante che usava olio di frittura più volte. Il liquido aveva superato il punto di fumo ed era diventato pericoloso per la salute».
Distruzione di merci. In alcuni casi le attività hanno l'obbligo di distruggere le merci. «Ci è capitato nove volte quest'anno - conclude Lombardi - soprattutto d'estate. Un paio di volte si sono rotti o fermati i congelatori dei bar e abbiamo dovuto distruggere i prodotti contenuti. Nello specifio gelati».
Controlli. Nei luoghi dove si preparano e consumano alimenti da gennaio sono stati ben 309, in media uno al giorno. «Nella maggior parte dei casi sono andati a buon fine - spiega Lombardi - ma a seconda delle analisi svolte, quando sono state trovate irregolarità, gli esercizi hanno subìto delle sanzioni». Il più delle volte a causa di errori nella procedura di preparazione dei cibi o nel modo in cui vengono conservati. «A questo serve il campionamento degli alimenti - dice Lombardi - nel corso del 2010 sono stati 152. La procedura consiste nel scegliere un tipo di esercizio, ad esempio le mense e una pietanza che potrebbero essere i contorni. Poi si procede alle verifiche».
Allerte sanitarie. Si entra nel campo delle irregolarità. «Capita - spiega Lombardi - che da organi nazionali o internazionali - vengano segnalati degli alimenti o degli oggetti in commercio dannosi per l'uomo. A quel punto il nostro ufficio ha il compito di controllare la presenza di questi prodotti sul territorio e toglierli dal mercato. Quest'anno per gli alimenti sono state 22 le allerte; sono stati sequestrati dei cibi italiani con un'alta concentrazione di colorante e anche del miele con significative tracce di fitosanitari (prodotti che servono per combattere le malattie delle piante). In questo momento ci hanno segnalato delle palline di Natale tossiche per i bambini».
Prescrizioni e sanzioni. Sono state ben 120. «Si notificano quando, durante un sopralluogo - spiega Lombardi - vengono rilevate delle carenze nella procedura di autocontrollo. L'esempio più ricorrente sono le casse d'acqua nei supermarket. Devono essere collocate a 15-20 centimetri da terra per ragioni sia igieniche che di umidità. Se l'esercente non rispetta questa regola scatta la segnalazione o la sanzione in caso di multa».
Comunicazioni di reato. Sono state 4 nel corso dell'anno. «Sono i casi più gravi - continua Lombardi - in questi frangenti c'è anche la segnalazione alla Procura. Si tratta di situazioni che possono causare danni all'uomo. Quest'anno è capitato di segnalare un ristorante che usava olio di frittura più volte. Il liquido aveva superato il punto di fumo ed era diventato pericoloso per la salute».
Distruzione di merci. In alcuni casi le attività hanno l'obbligo di distruggere le merci. «Ci è capitato nove volte quest'anno - conclude Lombardi - soprattutto d'estate. Un paio di volte si sono rotti o fermati i congelatori dei bar e abbiamo dovuto distruggere i prodotti contenuti. Nello specifio gelati».
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