Il Tirreno

Lavori agli impianti: ecco come si allunga la vita della discarica

Ma.Mo.
La discarica di Scapigliato
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La discarica di Scapigliato

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 ROSIGNANO. Via al quinto lotto di ampliamento della discarica di Scapigliato. Ma l'allargamento del fronte di coltivazione è solo uno dei passaggi per allungare la vita della discarica di Rosignano. E se questo è un passaggio preventivato, l'amministrazione comunale sta progettando due nuovi interventi. Ma questi giorni sono caldi anche sul fronte del futuro della gestione del ciclo dei rifiuti: è atteso a breve, infatti, un incontro tecnico con i dirigenti di Enerambiente e Ecomar per la liquidazione delle rispettive quote in Rea. Si parte da un capitale netto dell'azienda di circa 4 milioni di euro.  Partiamo dal fronte di coltivazione. Con la delibera di giunta 142 si è approvato il progetto esecutivo del primo stralcio del quinto lotto del sito. Progettazione eseguita dall'ingegnere Giovanni Battistini per un costo d'opera di 1 milione e 150mila euro. Questo passaggio, come detto, rientra nel piano di ampliamento della discarica che prevede altri tre lotti. Allo stato attuale, e soltanto con questo aumento del fronte di coltivazione, quanti anni di vita avrebbe Scapigliato? «Al momento - spiega Daniele Donati, assessore all'ambiente - la discarica può accogliere ancora 2 milioni di tonnellate di rifiuti. Con il trend attuale, dunque, avremmo circa 6 anni di vita».  Ed è per questo che l'amministrazione comunale sta valutando due progetti per allungare a più di 6 anni la vita di Scapigliato. Il primo progetto riguarda il potenziamento dell'impianto di selezione. «Attualmente - spiega Donati - finisce in discarica circa il 60% dei rifiuti solidi urbani e il 40% a termovalorizzazione. Bene, con il potenziamento del selezionatore il nostro obiettivo è andare almeno a capovolgere queste percentuali». Ma quanto costa questo potenziamento? «È un intervento da 700mila euro, previsto nel 2011», spiega Donati.  Il secondo progetto, decisamente più ambizioso, riguarda l'impianto di compostaggio, che oggi gira al minimo. «Qui è in corso uno studio di fattibilità. L'obiettivo, infatti, è raddoppiare la capacità di smaltimento del compost: da 20mila tonnellate l'anno vorremmo arrivare almeno a 40mila. Ma si tratta di un lavoro costoso e a cui si dovrà ricorrere ad un project financing». Con questi due interventi di quanto si allungherà la vita di Scapigliato? «È difficile quantificare: tutto dipenderà dall'efficienza degli impianti».  Discarica la cui gestione futura si sta discutendo proprio in questi giorni. Entro fine anno, infatti, si dovrà trovare il socio privato operativo che entrerà in Rea al 40%. E a proposito, a Firenze il sindaco Alessandro Franchi ha incontrato dei consulenti legali per trovare la soluzione migliore per il futuro di Rea: la strada scelta è quella della liquidazione - sulla base del piano inventeriale delle società - delle quote di Enerambiente (24%) e Ecomar (7%).

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