Italia
Il Cambio all’attacco sulla valorizzazione dei beni comunali
«Canone d'affitti sballati: è ora di rivedere tutte le convenzioni»
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ROSIGNANO. «Rivedere tutte le convenzioni sui beni del Comune». È questa la proposta del Cambio, che prende spunto dalle alienazioni di Capannina ed ex biblioteca, andate deserte, per ribadire le sue idee «perché non giova a nessuno l'atteggiamento di chi "la butta in politica"», dice Francescalberto De Bari capogruppo del movimento. «È normale e corretto che per il parco di Caletta il Comune incassi un canone di 1760 euro all'anno? Non al mese, ma all'anno, per l'esercizio di attività che l'assessore Simoncini, in un documento ufficiale di Giunta, definisce di "puro uso commerciale"... Invece di reagire con la polemica parlando di "insinuazioni", dal Pd sarebbe stato necessario rispondere serenamente». De Bari prosegue. «La nostra proposta serve a richiamare l'attenzione su un tema più generale che l'amministrazione non sembra voler affrontare: la valorizzazione del patrimonio del Comune, ispirata a criteri molto pratici e poco "ideologici": vendere quel che non serve, locare e gestire i beni che possono "produrre reddito" per le casse comunali, tutelare i beni di interesse culturale e sociale: è così difficile? È corretto affermare, come la maggioranza fa, che "non c'è nessuno spreco negli immobili"? Ne siete certi? Di fronte alle inedite difficoltà di bilancio del nostro Comune, è responsabile negare che ci siano margini di recupero di efficienza ed equità nella gestione del patrimonio? Per questo "Il Cambio" di nuovo invita a procedere senza più tentennamenti ad una complessiva revisione delle convenzioni, concessioni e contratti su beni del Comune». Per il Cambio «questo salto di qualità amministrativa è assolutamente necessario in quanto a fine novembre saranno resi noti gli elenchi di beni statali trasferibili agli enti locali, federalismo demaniale. Il nostro Comune rischia di arrivare del tutto impreparato a questo appuntamento, ripetendo ancora una volta l'errore di miopia che ha contraddistinto la vicenda degli Ato e della gestione dei rifiuti».
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