Il Tirreno

Con le minacce prendevano soldi dal conto del padrone di casa che li aveva ospitati

Estorsione, condannati a 5 anni

Luciano De Majo
Il tribunale di Livorno: una coppia è stata condannata a 5 anni per estorsione
◗
Il tribunale di Livorno: una coppia è stata condannata a 5 anni per estorsione

Coppia colpevole di avere raggirato una famiglia vadese

2 MINUTI DI LETTURA





 ROSIGNANO. Nel loro passato una condanna per estorsione e circonvenzione d'incapace già c'era: ieri ne è arrivata un'altra. Solo per estorsione, ma a 5 anni. I due condannati sono Pellegrino Sala, quarantenne di origine napoletana, e Maria Catena Saetta, 55 anni, di San Cataldo (Caltanissetta).  Il pubblico ministero Filippo Maffeo, concludendo il processo, aveva chiesto la condanna a cinque anni e otto mesi ciascuno, leggermente più bassa la pena decisa dal collegio giudicante (Gabriella Marinelli presidente, Sandra Lombardi e Beatrice Dani giudici a latere), che ha aggiunto anche una multa di 1000 euro.  Sala e Saetta erano finiti anche in carcere, nell'estate di due anni fa, arrestati dalla polizia del commissariato di Rosignano a seguito della denuncia presentata dalla coppia vittima dell'estorsione e delle loro minacce. Di fatto, si erano introdotti nella casa di una coppia, a Vada, alla quale avevano chiesto di essere ospitati perché senza casa. Ma dopo un breve periodo di convivenza pacifica sono scattate le minacce e la richiesta di soldi.  All'operaio proprietario dell'appartamento, complessivamente, hanno sottratto circa 2mila euro. Lo hanno costretto, in un'occasione, anche a consegnare il suo bancomat per consentire a Sala di effettuare un prelievo di denaro. Superata la soglia di sopportazione, la vittima ha deciso di rivolgersi alla polizia. Così sono partite le indagini, che passando anche da accertamenti bancari hanno finito per dimostrare che le accuse formulate dalla coppia di Vada erano fondate. Così, il giudice per le indagini preliminari ha firmato un'ordinanza di custodia cautelare che ha portato, nell'agosto del 2008, sia Pellegrino Sala sia Maria Catena Saetta dietro le sbarre.  Tre mesi dopo, i due sono stati condannati a tre anni e mezzo dal giudice Ottavio Mosti, alla sezione di Cecina del tribunale. In quel caso, l'accusa era circonvenzione di incapace e tentata estorsione. La vicenda risaliva addirittura al 2006, quando Maria Catena Saetta era riuscita a introdursi nell'appartamento di un novantenne - prendendo il posto della badante ucraina che si era licenziata - con l'intento di combinare un matrimonio dell'uomo con la sorella Emilia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani