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ECONOMIA
Banca Costa etrusca le riunioni dei soci sulla fusione
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ROSIGNANO. È arrivato all'esame dei soci il piano di fusione (con la Sovicille) della Banca Costa Etrusca. La prima riunione si è tenuta giovedì a Rosignano Solvay; l'altra ieri sera alla Camera di Commercio di Livorno. Nelle riunioni è stato illustrato il progetto di fusione con Banca Cras e le motivazioni che hanno spinto il consiglio d'amministrazione, sollecitato dalle disposizioni dell'organo di vigilanza della Banca d'Italia e della Federazione Toscana delle banche di credito cooperativo, verso un'operazione che il direttore generale Andrea Giani definisce «necessaria e vantaggiosa per tutti: soci, clienti, personale e realtà territoriali». Il cda della banca ribadisce che sono confermate le linee di sviluppo sulla costa, programma che la fusione rafforzerà. Ma il Comitato amaranto, capeggiato dall'ex direttore generale Diego Rizzato, prosegue la sua battaglia contro la fusione. Rizzato denuncia anche di non aver avuto accesso all'assemblea di Rosignano, dove quattro guardie giurate gli hanno impedito di entrare, e pertanto di parlare. Nessun impedimento, replica la direzione di Bce, «ma Rizzato, non essendo più socio, non poteva partecipare. E peraltro non si è neppure avvicinato all'ingresso. Come hanno fatto invece, senza problemi, altri membri del Comitato, ancora soci».
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