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La polemica. Mansani e il cimitero
«Non è affatto vero che i cittadini pagano due volte»
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Il cimitero di Cecina 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Cimitero e appalti. Non è vero che i cittadini pagano due volte per lo stesso servizio. Così l'assessore Monica Mansani replica a Renzo Belcari di Rifondazione comunista. «Il codice dei contratti pubblici - spiega Mansani - detta regole precise e inderogabili pena la nullità dei procedimenti di gara. Chiedere un fatturato di dieci volte superiore all'appalto, vietare il subappalto, chiedere l'iscrizione a classifiche di importi superiore alla base d'asta, valutare per il 40% "la consistenza del concorrente" senza puntualizzare nel dettaglio cosa vuol dire, ecc. non avrebbe alcun senso. Si tratterebbe di prescrizioni in palese violazione della legge, quindi inutili e oltretutto esporrebbero il Comune a ricorsi da parte degli appaltatori. Il pagamento delle fatture viene effettuato previa verifica del decreto unico di regolarità contributiva, e se questo è regolare il Comune non può omettere di pagare il corrispettivo pattuito contrattualmente». «Negli ultimi cinque anni - prosegue Mansani - il servizio si è svolto regolarmente fino alle scadenze contrattuali previste e solo l'ultimo appalto ha avuto risoluzione anticipata di circa quattro mesi. Il fatto che si siano succedute più ditte è dovuto ai termini contrattuali stabiliti in sede di gara dal Comune. Tengo a sottolineare che le risorse finanziarie, ove utilizzate dal Comune, per il pagamento degli stipendi degli operai, dipendenti delle ditte appaltatrici, sono ricomprese tra quelle originariamente stanziate e risultanti dal contratto di appalto e nessun onere aggiuntivo è stato utilizzato. Pertanto non risponde assolutamente a verità l'affermazione che i "cittadini pagano due volte per lo stesso servizio"».
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