Il sindaco Franchi replica alla Cna: «E il 50% sono andati a imprese rosignanesi»
«In 8 mesi investiti 3 milioni in manutenzioni»
Ma.Mo.
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ROSIGNANO. «Capisco la preoccupazione della Cna, ma l'amministrazione comunale in 8 mesi ha messo in campo 3 milioni di euro di manutenzioni e opere pubbliche, di cui il 50% assegnati a ditte rosignanesi». Ecco la replica del sindaco Alessandro Franchi all'attacco lanciato dall'associazione di categoria attraverso le parole di Alessio Falleri (presidente della Cna di Rosignano) e Danilo Marzini (vicepresidente provinciale). I due, in sostanza, hanno accusato l'amministrazione comunale di «scarsa attenzione del Comune per un'edilizia al collasso». Hanno tirato fuori anche dei numeri: «200 operai hanno perso il posto a Rosignano da luglio ad oggi». Franchi condivide l'allarme, ma non è d'accordo con questa accusa verso l'ente. «Non lo sono - dice il primo cittadino - per almeno quattro motivi. Primo: è ormai da un anno che il Regolamento Urbanistivo è vigente e dunque non ha senso identificare questo strumento come elemento di crisi. Secondo: la crisi dell'edilizia è eloquente nel netto calo degli oneri di urbanizzazione. Terzo: lo stesso Comune si è trovato a fare i conti con la crisi, che ha portato ad una dolorosa variazione di bilancio». E su questo terzo motivo il sindaco si sofferma. «Purtroppo le risorse del nostro Comune sono legate ai conferimenti in discarica. Conferimenti che sono crollati e il trend non si ferma: nel mese di agosto abbiamo registrato un meno 20% rispetto all'analogo periodo dello scorso anno. Un calo dovuto per gran parte alla crisi delle famiglie e delle aziende. Davanti a questo dato di fatto abbiamo dovuto individuare delle priorità da salvaguardare. In questo senso abbiamo scelto di non penalizzare il sociale e l'istruzione». I tagli più massicci, in effetti, hanno riguardato il settore delle manutenzioni. E qui si arriva al quarto motivo della sua contrarietà alle parole della Cna. «Negli ultimi 8 mesi - dice Franchi - abbiamo aperto cantieri per 3 milioni di euro, di cui il 50% assegnati a ditte rosignanesi e solo il 17% a imprese provenienti da fuori provincia. Insomma, la nostra parte l'abbiamo fatta, considerando poi che per accedere ai lavori pubblici servono determinate certificazioni che non tutte le imprese rosignanesi possiedono».
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