Il presidio
La guerra delle offerte fra associazioni
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ROSIGNANO. La potremmo ribattezzare la "guerra delle offerte". È quella che si è innescata tra la Pubblica assistenza di Rosignano e la Misericordia di Gabbro. Oggetto del contenzioso la campagna soci straordinaria attivata dall'associazione con sede alla Morelline. Una campagna che passa attraverso l'invio a casa di un bollettino per un versamento di 10 euro. E l'arrivo di questi bollettini nelle case di Gabbro non è andato giù a Michele Vadalà, governatore della Misericordia locale. «Io non mi sarei mai permesso - dice Vadalà - di andare a chiedere soldi a Rosignano. Avrei mancato di rispetto verso quell'associazione che opera in quel territorio. La Pubblica assistenza cercando fondi nei residenti di Gabbro ha in qualche modo tolto a noi possibili risorse». Nicola Di Paco, presidente della Pubblica assistenza, replica così. «Sono rimasto sorpreso e costernato - dice Di Paco - per la reazione che ha suscitato la campagna soci appena svolta. Mai avrei pensato che potesse essere interpretata come un'aggressione nei confronti di un'altra associazione di cui condividiamo scopi e spirito. Mi viene spontaneo paragonare questa polemica con ciò che accadeva nel 1600, quando ogni signorotto si preoccupava del benessere del proprio borgo pilotando, di fatto, le scelte e le necessità dei protetti, È un dato di fatto che la Pubblica assistenza opera da sempre in tutto il Comune di Rosignano, è un dato di fatto che fornisce anche ai cittadini di Gabbro risposte che la Misericordia locale non è in grado di dare. Ma è soprattutto un diritto dei gabbrigiani quello di non essere in alcun modo discriminati o esclusi da qualsiasi iniziativa rivolta ai cittadini di Rosignano». Di Paco prosegue. «Pur sottolienando la piena disponibilità a qualsiasi iniziativa da svolgere insieme, non è successo e non accadrà in futuro che, nella consapevolezza di cercare di fare meglio per la popolazione, venga meno alle indicazioni del consiglio direttivo e delle direzione per curare gli interessi di chicchessia».
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