Turismo. Pareri discordi tra alberghi e ristoranti. Pacini: «Nel complesso è andata bene»
L'estate è finita. Anzi no, ricomincia
Giugno nero, luglio così così, ma la stagione decolla da Ferragosto in poi
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. C'è chi si lamenta e chi si accontenta. Al tempo della crisi Cecina fa due conti in tasca a se stessa e i pareri sono contrastanti tra albergatori e ristoratori. Su una cosa sembra che siano tutti d'accordo: il picco dei turisti si è avuto dopo Ferragosto, non prima. Certo è che anche Cecina ha risentito della mannaia della crisi economica generale. Ed è vero che i bar sul mare non brulicano più di turisti come qualche anno fa. Così come è vero che rimane un mito il cliente che al ristorante ordinava antipasto, primo, secondo e contorno. Ma è soltanto crisi o un'evoluzione del turismo? Secondo Paolo Pacini, assessore al turismo, pesca e agricoltura della Provincia, «quest'estate il turismo non è mancato. Nel mese di agosto è stato registrato il tutto esaurito e anche luglio non è stato poi così disastroso. Il turista che visita Cecina e la costa appartiene a un livello medio-basso, e nonostante la crisi non ha rinunciato alla vacanza. Il problema sta nel fatto che i ristoranti e le strutture hanno diminuito i prezzi, spesso per motivi di semplice concorrenza, e hanno registrato un fatturato minore del 30% circa». Si può quindi affermare che quest'estate è stata densa di visitatori che però tengono di continuo d'occhio il portafoglio: Massimo Ranieri dell'hotel Massimo spiega che «la gente punta alle vacanze lowcost, si preferiscono i weekend perché i soldi non ci sono». «Si parla di cambiamenti e di crisi, ma anche il tempo non ha aiutato - sostiene la signora Fernanda del ristorante da Fiammetta - Le perturbazioni di giugno hanno ritardato la stagione turistica, a luglio si sono registrati buoni fine settimana e ad agosto c'è stato molto da fare». Osserva invece Niccolò San Giorgi dell'albergo Palazzaccio: «C'è molto meno turismo forse perché ci sono poche iniziative giovanili. Marina è deserta, i locali chiudono presto. Un ragazzo che viene a Cecina in vacanza non penso che sia stimolato a ritornare». Dunque è complice anche la noia e, secondo altri, la scarsa iniziativa del Comune «che però non deve essere il solo a lavorare e proporre - dice Rossella di Nardo del ristorante Scacciapensieri - dobbiamo essere noi, che costituiamo il settore turistico, ad attivarci. Oggi il cliente sa quello che vuole e noi dobbiamo riuscire ad accontentarlo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
