Il Tirreno

La norma è stata aggirata con un’ordinanza per motivi igienico-sanitari

Cani al guinzaglio sulle spiagge libere, sì della Regione, no del Comune

Alessandra Bernardeschi
Cani al guinzaglio sulle spiagge libere, sì della Regione, no del Comune

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CECINA. Spiagge off limits per i cani, anche al guinzaglio, nonostante la legge regionale 59 del 20 ottobre 2009. Cecina, così come altri comuni della costa, ha aggirato la normativa che permette ai cani al guinzaglio di entrare in tutte le aree pubbliche compresi giardini, parchi e spiagge, con un'ordinanza che ne vieta di fatto l'accesso per "motivi igienico sanitari". Da qui le contravvenzioni di 200 euro fatte nei giorni scorsi dalla guardia costiera per la presenza di cani sulle spiagge libere.

«In pratica - spiega l'assessore Antonio Garigali - abbiamo fatto un'ordinanza di divieto d'accesso dei cani alle spiagge pubbliche per motivi igienico sanitari. D'altra parte siamo in difficoltà a mettere in pratica la normativa regionale perché, accanto agli amanti degli animali, abbiamo tanti turisti che si lamentano. Soprattutto persone con bambini che hanno paura che il cane possa scappare dal guinzaglio e aggredire. Sono dati di fatto tangibili. In compenso però il comune di Cecina è dotato di ben due bau beach, ossia spiagge attrezzate, una alle Gorette e l'altra più a sud di Andalù, al Fosso nuovo.

Sono ben segnalate e accessibili». C'è inoltre da sottolineare che uno dei punti del regolamento Fee, ente che assegna la Bandiera blu, è proprio quello della non accessibilità dei cani alle spiagge. Fatta la legge, dunque, trovato il modo per aggirarla. Una legge voluta dalla giunta Martini per combattere il fenomeno del randagismo (ben conosciuto dai comuni visti i continui trasferimenti di cani e gatti abbandonati in strutture convenzionate) e per riconoscere la dignità degli animali utilizzati in terapie psicologiche e che fanno compagnia ad anziani soli, famiglie e bambini. L'articolo 19 della legge 59 del 10 ottobre 2009 parla chiaro: «Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l'accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini, i parchi e le spiagge. In tali luoghi è obbligatorio l'uso del guinzaglio e della museruola qualora previsto dalle normative statali». Per l'igiene l'articolo 22 della stessa legge precisa: «Il responsabile del cane è tenuto a raccogliere le deiezioni solide degli stessi in tutti gli spazi pubblici».

Per questo sono previsti controlli e sanzioni. Da dire inoltre che la stessa Regione in una circolare dell'8 marzo scorso inviata ai comuni dà indirizzi in merito all'applicazione della legge e per i cani precisa, facendo riferimento all'articolo 19, che l'accesso agli arenili «riguarda solo le spiagge libere e non quelle date in concessione agli stabilimenti balneari disciplinati dall'articolo 69 della legge regionale 42 del marzo 2000».

Gli stabilimenti balneari «così come le altre strutture ricettive sono considerate esercizi pubblici» e pertanto è «consentito ai gestori previa comunicazione al sindaco, l'adozione di misure limitative dell'accesso». E dunque fino a che punto le amministrazioni comunali possono frapporsi e interpretare in maniera così diversa una legge regionale? «I sindaci - dice Marcello Demi, presidente del Wwf Toscana - possono emanare ordinanze per motivi igienico sanitari ma quando questi sono ben provati. Insomma una cosa è dire, generalizzando, che nessun cane può entrare in una spiaggia libera al guinzaglio se la legge regionale invece lo prevede, l'altra è vietare a un padrone di portare un cane malato e con la rogna in spiaggia.

Le motivazioni igienico sanitarie debbono essere palesi. Noi da tempo invochiamo le norme igienico sanitarie per fermare in esatte gli emungimenti nel fiume Cecina. Inoltre è bene sapere che la legge regionale per la tutela degli animali d'affezione (una famiglia su tre ha ormai un cane o un gatto) alla cui estensione ha partecipato anche il Wwf, è stata discussa e passata più volte dalla commissione sanità della Regione proprio per tutelare le norme igienico sanitarie». In questo periodo «stiamo lavorando al regolamento applicativo della legge» spiega il dottor Marco Melosi, vicepresidente dell'Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) che fa parte della commissione regionale per la tutela degli animali. Speriamo si faccia chiarezza.

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