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Siamo stanchi di aspettare meritiamo una soluzione
Tutti i volontari
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La camere per medici e volontari 3 MINUTI DI LETTURA
Ecco la lettera che i volontari della Pubblica assistenza hanno inviato al sindaco Franchi. Ciao Alessandro, abbiamo deciso di scriverti questa lettera dopo che, fatte l'ennesima domanda ai nostri dirigenti sulle tempistiche per una sistemazione decorosa della nostra sede, questi non hanno potuto altro che affermarci la loro impossibilità a dare risposte certe. Non crediamo assolutamente che il nostro presidente e il resto del consiglio abbiano messo in secondo piano la problematica sede: sono loro come noi volontari, i primi a subire il disagio dell'attuale sistemazione. Non crediamo neppure che sia l'amministrazione comunale ad avere interessi a non trovare una soluzione al problema, anche perché te e altri membri della giunta avete espresso chiaramente di avere la situazione a cuore. Ma allora dove è il problema? Ci viene riferito che siano intoppi tecnici, ostacoli burocratici, cavilli strani e altre cose che non fanno andare avanti l'iter. Noi comunque continuiamo a fare i nostri servizi. Da un anno e mezzo il nostro ufficio di coordinamento, il nostro centralino e le nostre camere per chi è in servizio di notte sono dentro un container, il nostro corpo di guardia, dove attendiamo le chiamata, era ed è tutt'oggi un magazzino. È una situazione che conosci perche l'hai vista con i tuoi occhi. Quello che forse non si percepisce è il notevole disagio dei volontari e di tutti coloro che svolgono i servizi della pubblica assistenza, disagi di cui non è il caso di dare un elenco basta pensare alle temperature di questi giorni e si può capire anche il resto. I volontari non si fanno tante domande quando il telefono suona e c'è da uscire e dare un aiuto. Non si preoccupano della burocrazia se il giorno di Natale c'è da andare a soccorrere le popolazioni alluvionate, o il giorno di Pasqua ci sono pazienti da portare in dialisi. Non si fermano per sottigliezze tecniche se si deve partire all'improvviso alle 5 di mattina per il terremoto, non si fanno problemi se a mezzanotte si parte per Pisa con l'ambulanza e la mattina dopo c'è da andare a lavoro. Non cavillano se sta piovendo a dirotto e c'è da andare su un incidente in superstrada, c'è qualcuno che ha bisogno, c'è da fare, si fa. Siamo abituati a dare risposte in modo veloce, non fa parte del nostro modo di operare perdendo tempo, non c'è concesso. Questa situazione di stallo è difficile da comprendere e da digerire: non ci spaventa affrontare gli imprevisti dei nostri servizi ma ci sconcerta la possibilità di passare in questo modo altri tre mesi o altre stagioni, di proposito non vogliamo adoperare la parola anni. Tu sei il sindaco, la Pubblica assistenza ha un problema di sede: c'è da fare, facciamolo. E aggiungiamo pure presto.
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