Il Tirreno

Utimia Fancelli, vedova dell’indimenticato Telemaco Bezzini

Canta e scherza a 104 anni la più anziana di Castagneto

Giorgio Creatini
Utimia Fancelli
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Utimia Fancelli

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 CASTAGNETO. Nel cuore della Castagneto vecchia, tra i vicoli stretti e tortuosi dove il sole di luglio non dà respiro, abbiamo incontrato una persona speciale che rappresenta un pezzo di storia unico e affascinante. Utimia Fancelli, vedova del mitico Telemaco Bezzini, chansonnier, cabarettista e compositore protagonista della vita mondana castagnetana anni 50, che lo storico Luciano Bezzini ha più volte descritto nei suoi libri. Utimia ha 104 anni, è nata il 5 giugno del 1906, ed è la persona più anziana di Castagneto. Ci accoglie con calore e un sorriso sincero: «Lo sa quanti anni ho? Ho sempre lavorato di uncinetto, ma è da qualche tempo che questa mano non funziona più come prima. Ho chiamato anche il dottore che mi ha detto "Oh Utimia, cosa pretendi a codesta età?"».  Non sopporta proprio l'idea di dover fare a meno del suo uncinetto, ma è un fiume in piena, parla continuamente dei suoi lavori della sua pignoleria nell'eseguirli, poi chiede al figlio di mostrarli, custoditi in un piccolo scrigno; sono stupendi. Simpatica e sorridente Utimia sorprende con nuovi argomenti: «Cinque ne ho sfornati - facendo il segno con la mano - cinque figli. Ora sono tutti in giro per il mondo, uno però è qui». Fa tenerezza poi quando, mimando una chitarra, comincia a intonare uno stornello scritto dal grande Telemaco. «Era bello sa mio marito. A volte alla sera si andava a teatro io e lui a braccetto e quando ci vedevano entrare anche se non eravamo... niente, ci riservavano i posti in prima fila». Forte e battagliera, non ha mai accettato una badante, passa la vita tra Castagneto e Reggio Emilia, da uno dei figli, e trascorre il tempo guardando un po' di tv, chiacchierando con chiunque e mangiando con appetito. Quante cose potrebbe ancora raccontarci, ma lei preferisce continuare a mimare la chitarra intonando «Telemaco con la chitarra suonami la serenata...»

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