Il Tirreno

Stasera suonano gli Appaloosa

Naomi Buonazia
Il chitarrista dei Wild Roads durante la serata di venerdì a Marina di Cecina
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Il chitarrista dei Wild Roads durante la serata di venerdì a Marina di Cecina

Festa della Musica: inizio col bòtto a Marina La storia delle band raccontata dai protagonisti

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 CECINA. L'attesa festa della musica di Cecina Mare (già rinviata per maltempo) è stata finalmente inaugurata venerdì dalle tre band emergenti: The Bass, The Middle and The Treble, The New Whys e Wild Roads. Lo sfondo di questa 15ª manifestazione è il piccolo palco allestito in piazza della Fortezza, che fino a stasera ospita altre band come Appaloosa e Thousand One Core.  La prima giornata della festa ha raggiunto il suo obiettivo: i gruppi che si sono esibiti hanno saputo mostrare una grande maturità e originalità compositiva riuscendo a divertire gli spettatori, seppur "pochi ma buoni". I generi musicali sono molto particolari, se non proprio unici. Per approfondirli siamo andati, dopo la bella esibizione del trio The Bass, The Middle and The Treble, a intervistare Michele Amadori, batterista del gruppo, che racconta prima una breve storia della band. «Eravamo, fino a marzo aprile del 2009 un gruppo di amici che suonavano in progetti diversi - dice -, poi ci siamo ritrovati insieme e il condividere i soliti generi musicali ha fatto nascere la band. A breve incideremo anche un demo». Il genere? «Si potrebbe dire che è una rivisitazione in chiave indie del breat pop».  Ed ecco il secondo gruppo: i New Whys. È composto da tre fratelli argentini (Augustin Cornejo, chitarrista ritmico, Jeremìas Cornejom cantante, e Jaquin Cornejo alla batteria) e due componenti toscani (Simone Pizzi alla tastiera e Federico Spina al basso). Il chitarrista Davide Ferri, special guest della serata, racconta: «I New Whys si sono formati dopo il mio abbandono: al mio posto è entrato il bassista Federico Spina. Quando io ho deciso di ritirarmi definitivamente a Delhi, in India, per studiare alla Delhi University B.A. Economics (Honours) le disuguaglianze sociali, capitalismo e socialismo nel terzo mondo, dalle ceneri dei Crazy Fratelli sono nati i New Whys. Sono tornato in Italia per rivedere i miei amici e per ritornare ad essere, per questa notte, Crazy Fratelli. Infatti suoneremo dei vecchi pezzi come Yeah! Che esprime tutta la gioia di avere un gruppo e di suonare insieme, e 'Renaceras' dedicato ai desaparecidos. Coi Crazy Fratelli abbiamo vinto il premio Fisoni, suonato all'Alcatraz di Milano, arrivati in finale all'Unconventionalmusic contest e conosciuto il produttore Francesco Frili».  La musica dei New Whys è letteralmente trascinante: sotto al palco i presenti applaudono e ballano. Verso le 23.30 arriva l'atteso momento dei Wild Roads e del loro hard rock. I fan del gruppo si accingono sotto il palco acclamandoli in coro. Durante lo show si crea la danza metal per eccellenza: il pogo. Le chitarre di Giulio Antonelli e Nik Capitini creano assoli e quel sound inconfondibile che inneggia ad una gran voglia di fare festa. Gli acuti del cantante Michael Cavallini accompagnano la cavalcata del batterista Simone Baldi e il ritmo del basso Alessandro Lupo. I Wild Roads, verso fine concerto distribuiscono gratuitamente il loro mini Ep di 5 canzoni. Purtroppo, passata da poco mezzanotte, la festa della musica è costretta a terminare. Bis ieri e stasera.

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