Il Tirreno

Mansarde abitabili sotto i 2,7 metri Via alle nuove norme

Rino Bucci
Mansarde abitabili sotto i 2,7 metri Via alle nuove norme

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 CECINA. L'amministrazione comunale ha presentato il Piano casa. Una variante alle norme del regolamento urbanistico che consentirà di intervenire sulle abitazioni apportando interessanti modifiche.  «Un documento che nasce dalla necessità di rispondere alle esigenze della cittadinanza - spiega il sindaco Stefano Benedetti -, ma anche delle piccole imprese, soprattutto quelle del comparto edile, dove la crisi morde. Abbiamo pensato di dare nuove opportunità d'intervento sul patrimonio già esistente, in modo da incentivare la domanda e dare una boccata d'ossigeno alle aziende».  Il piano casa dovrà passare dal prossimo consiglio comunale. Poi, ci sarà una fase di discussione, in cui la cittadinanza potrà presentare le osservazioni. A quel punto il documento ritornerà in consiglio per l'approvazione definitiva. In autunno l'iter dovrebbe essere concluso.  Oltre a garantire dei vantaggi per la cittadinanza e le piccole imprese, il Piano casa porterà in dote anche liquidi alle casse dell'amministrazione in termini di oneri di urbanizzazione. «Non è un mistero - prosegue il sindaco - che i soldi a disposizione del Comune non siano molti. Basti pensare che nel 2008 avevamo 3 milioni di euro in cassa. Per il 2010, la previsione era di un milione e mezzo di entrate, ma ad oggi ci sono meno di 600mila euro. Purtroppo, siamo vincolati al patto di stabilità e gli introiti arrivano da alienazioni e oneri di urbanizzazione».  Il Piano casa nasce dal recepimento di norme regionali e nazionali, e prevede agevolazioni solo sul costruito.  Mansarde. Benefici per chi ha una mansarda o un sottotetto. Infatti, si potrà ottenere l'abitabilità delle mansarde anche se queste non raggiungono i canonici 2,70 metri. L'abitabilità sarà estesa alle costruzioni che hanno un'altezza a partire dai 2,30 metri. Requisito indispensabile sono i servizi igienici.  Ampliamenti. Sono previsti ampliamenti, purché riguardino il costruito. Gli edifici possono essere ampliati su tutto il territorio comunale a patto che non rientrino nelle categorie M1 e M2, di cui fanno parte gli edifici storici. L'amministrazione ha stabilito una percentuale massima di ampliamento in base ai metri quadrati delle costruzioni. Le case fino a 70 metri quadri possono aumentare il loro volume del 35%, quelle tra i 70 e i 90 metri del 30%, quelle tra 90 e 110 metri del 20%, mentre da 110 metri quadrati in poi l'ampliamente può essere del 10%.  Annessi agricoli. Chi ha una stalla o un magazzino può trasformarlo in abitazione. A patto che la superficie dell'edificio superi i 38 metri e che ci sia l'allaccio con fogne e acquedotto. Non è tutto, la nuova casa deve essere la prima abitazione dell'intestatario e non può essere venduta prima di 10 anni. Deve essere anche ecocompatibile, con pannelli solari e sistema di recupero delle acque.  «Il Piano risponde alle richieste della cittadinanza - spiega l'assessore al demanio Giamila Carli - che in questi ci ha chiesto soluzioni per ampliare la casa o incintivi per sistemare i figli».

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