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I curdi restano in tenda
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La famiglia curda accampata davanti al municipioScontro tra Paini (Arci) e Musotto (Pdl)
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CECINA. Quinto giorno in tenda davanti al municipio dopo lo sfratto. Abdullah Esmez e la sua famiglia non mollano. Inutili gli inviti dell'assessore Lia Burgalassi e gli appelli. Loro la roulotte non la vogliono, ricordano la condizione di profughi curdi e chiedono un tetto. Stamani è previsto un incontro con l'assessore, il sindaco e rappresentanti Arci. La situazione è delicata. Non tutti solidarizzano. C'è anche chi si lascia andare a dichiarazioni di tutt'altro genere. Su Facebook è stato creato un gruppo dal titolo eloquente («Vergogna!») in cui, sotto la foto che ritrae i curdi nelle tende, si legge di tutto. C'è chi teme che Cecina venga invasa dagli stranieri. Chi parla di napalm. E chi paragona i curdi ai cani. Un gruppo che ieri sera aveva già raccolto una settantina di adesioni. Alcune sono di persone che invitano ad avere più tolleranza. Ma sono una netta minoranza. In parallelo, continua il botta e risposta tra Francesco Musotto del Pdl e l'assessore. Musotto scrive che «facendo rispettare le convenzioni avreste potuto reperire già da subito appartamenti da destinare per l'emergenza abitativa; non svendendo l'immobile di via Boccaccio e gestendo al meglio gli espropri di via Landi potevate ottenere migliori risultati. E chissà, forse anche per il sociale avreste avuto a disposizione somme notevolmente superiori ai 10mila euro per le roulotte. La vera demagogia è questa». Contro Musotto si scaglia Riccardo Paini (Arci): «Ma come, il Pdl? Proprio loro ci vorrebbero dare lezione di accoglienza? Ma chi vogliono prendere in giro? Musotto fa parte di quel partito che ha creato la legge Bossi Fini, indurita dal pacchetto sicurezza che l'ha resa un razzismo di Stato. Sui rifugiati il Pdl, aggirando leggi e convenzioni, ha disposto espulsioni di massa, respingimenti in mare, cerca di chiudere le frontiere a chi arriva per chiedere asilo. A livello regionale vuole abolire la legge sull'immigrazione, costruire un Centro identificazione ed espulsione, chiede di non far partecipare gli immigrati ai bandi per le case popolari. E a livello comunale ha appena dichiarato guerra agli ambulanti immigrati». Paini poi rinnova un appello ai curdi: «Il Comune ha fatto tutto quel che poteva, invito i curdi a non lasciarsi strumentalizzare e ad accettare questa soluzione temporanea della roulotte. In questo momento è veramente la migliore».
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