Il Tirreno

Ascensori, lavori al via in autunno

L'assessore Benini replica alle polemiche: «Conoscevamo gli intoppi»

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 ROSIGNANO. «L'amministrazione comunale conosceva bene gli ostacoli per la realizzazione degli ascensori in piazza della Repubblica. E comunque i lavori partiranno in autunno». Ecco la risposta dell'assessore ai lavori pubblici Lilia Benini sulla polemica sollevata in commissione da Porciani (Rds) e De Bari (Cambio). «Diversamente da quanto dichiarato da alcuni consiglieri - attacca Benini - le problematiche legate alla presenza di una falda acquifera molto superficiale e i ritardi dovuti alle necessarie autorizzazioni da parte di Rfi erano note». Benini spiega. «Già nell'assemblea pubblica era stato spiegato che la situazione era complicata. Tutti ne avevano la consapevolezza, tanto che alcune di queste problematiche erano già apparse sui quotidiani. Rfi ha voluto conoscere nel dettaglio le modalità esecutive e le indagini svolte per far sì che la falda acquifera che passa proprio sotto alla sede ferroviaria, una volta terminati i lavori, mantenga lo stesso livello per garantire la stabilità e dunque la piena sicurezza delle rotaie».  «Oltre al progetto per la realizzazione degli ascensori, abbiamo anche già predisposto e presentato a Rfi la progettazione relativa alla eliminazione del montacarichi del sottopasso che collega via del Fante a via della Costituzione con la realizzazione di una rampa ad "U" che non andrà ad invadere la via Aurelia. Tutto questo per accelerare ulteriormente l'iter di autorizzazioni che ci devono essere rilasciate per poter avviare i lavori, i quali presumibilmente partiranno in autunno».  E se si fossero scelte le rampe per piazza della Repubblica? «Le stesse lungaggini le avremmo avute anche se avessimo deciso di realizzare delle rampe al posto degli ascensori. Anzi in questo caso le problematiche sarebbero state ancora maggiori. Ricordo che, proprio in assemblea avevamo valutato che non era adeguato per un portatore di handicap o per una madre con il passeggino addentrarsi in percorso lungo e molto stretto sotto alla sede ferroviaria, ad una profondità di ben 3 metri 18, essendo il limite previsto dalla legge di 3 metri e 20».

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