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Ambulanti, no al numero chiuso
Bocciata tra le polemiche la mozione Villani
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CECINA. Mozione sugli ambulanti: più di un'ora di confronto, a tratti acceso, in consiglio comunale. Alla fine, il documento presentato da Francesco Villani del Pdl non è passato. La maggioranza, compatta, ha votato contro. Villani ha aperto l'intervento chiedendo che «venga determinato un numero adeguato di operatori del commercio itinerante. Il commercio ambulante va limitato. C'è una normale tolleranza e tollerabilità dell'utenza turistica. Esiste poi un problema di tipo igienico-sanitario». Il consigliere ha portato l'esempio dei venditori di cocco sulle spiagge che si muovono con secchi pieni d'acqua dove sciacquano il frutto. «Che ne so io da dove viene quell'acqua?», si è chiesto Villani. Che poi ha motivato la mozione anche da un punto di vista della legalità. «In questo modo gli ambulanti pagherebbero le tasse». Poi ha preso la parola Nicola Imbroglia del Pd: «Sono incuriosito dalla mozione di Villani ma non la condivido. Soprattutto per quanto riguarda la regolamentazione del numero dei venditori. La mozione in sé alimenta un clima di sospetto verso la diversità». Apriti cielo. La minoranza è insorta contro Imbroglia respingendo al mittente ogni accusa, anche velata di razzismo. Contrari anche i socialisti, che con Antonio Giuseppe Costantino si sono opposti perché, di fatto, «non ci sono state tante richieste da consigliare il numero chiuso di ambulanti. Il problema andrebbe sradicato a monte, non a valle». Anche l'Idv si è opposta alla mozione: «Un testo poco condivisibile - ha detto Michele Grosso - il problema dell'abusivismo andrebbe affrontato con più cura. La mozione non coglie l'aspetto totale di questo problema». Nella discussione è intervenuto anche l'assessore al commercio Enrico Pieraccini: «Dobbiamo cercare di creare integrazione, per questo abbiamo contattato dei venditori extracomunitari che parteciperanno ai mercatini di luglio e agosto. Per ora le adesioni sono 17».
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