Il Tirreno

Nel segno di Ribot La Dormello Olgiata rientra in pista

Divina Vitale
Ore 7 del mattino: una fase dell’allenamento
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Ore 7 del mattino: una fase dell’allenamento

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 BOLGHERI. La Dormello-Olgiata mitica scuderia di tutti i tempi. Una fiamma che arde da sempre, da quando Mario Incisa si unì a Federico Tesio conquistando i più grandi traguardi e premi che si possano ambire nel settore. Adesso se ne occupa il figlio Nicolò, affiancato dall'allenatore Ovidio Pessi. Un altro fantino che ha corso la storia di questa scuderia, i successi di strepitosi cavalli. Assieme e con coraggio affrontano il futuro, un futuro un po' incerto soprattutto perchè anche l'ippica sta attraversando un periodo di crisi. Dimezzate le presenze si cerca di puntare a preservare la più alta qualità. In aiuto arrivano almeno una trentina di Jack Russel Terrier, inseparabili amici del marchese, che rappresentano «una razza - racconta Incisa - creata per combattere l'invasione dei topi nelle scuderie, buoni amici, facilmente gestibili per la misura ma con un carattere simile ai cani di grossa taglia».  Marchese può riassumerci velocemente la storia di una delle scuderie più note al mondo?  L'iniziatore è stato l'allevatore Federico Tesio, la razza già esisteva attorno al 1898. Lui cresceva i purosangue in un posto sul lago Maggiore chiamato Dormello. Poi agli inizi degli anni '30 entro in società con mio padre Mario e divenne la scuderia Tesio-Incisa. Ancora negli anni '40 conquistò il nome attuale Dormello dal luogo del milanese e Olgiata dall'altro posto in cui i cavalli d'inverno venivano trasferiti.  Quale il segreto di un simile successo?  I cavalli e una allevatore unico come Tesio. Dopo la sua morte nel '54 mio padre ereditò tutto. Fino al 1980 è stata la più grande scuderia non solo in Italia e in Europa ma anche nel mondo.  E oggi quei tempi sono irripetibili?  Come tutte le cose che hanno raggiunto il massimo sono difficili da riprodurre. Non ci sono più le stesse persone ed è cambiato il mondo dell'ippica. Da sport si è passati a puro business, in ballo ci sono grossi capitali che hanno sconvolto i costi e il mercato. È tutto più difficile.  Il calo degli introiti è considerevole. Tutto si regge sulle scommesse, anche queste in declino ultimamente. Ma mi sento di dire che è meglio scommettere sulle corse dei cavalli che spendere e spandere sui gratta e vinci e videopoker...  Restano ricordi meravigliosi e la passione.  La passione mi dà forza per continuare. Ho vissuto grandi vittorie e grandi emozioni. Seguo la scuderia da quando avevo 15 anni. Ma non ho mai montato un cavallo da corsa, solo da passeggio. Preferisco vederli correre da spettatore...  Lei continua a svegliarsi tutte le mattine per seguire gli allenamenti, deve essere faticoso.  Lo è, un lavoro duro e stressante ma indispensabile se si vogliono ottenere dei risultati. Negli ultimi anni ci siamo concentrati un po' di più sulle scuderie. Per diverso tempo infatti avevamo mollato un po' la corda, ma ora puntiamo alla risalita.  Forse anche perchè il prestigio raggiunto dal vino vi occupava tutto il tempo.  Fino agli anni '80 nei miei interessi primeggiava la Dormello poi il Sassicaia si è preso tutto e seguire l'azienda vitivinicola è diventata la mia attività maggiore. Ma i cavalli sono più stimolanti del vino...  Oggi è difficile fare buoni piazzamenti?  Prima c'era meno concorrenza, vincere a quei tempi era quasi scontato. Noi partecipiamo a circa 100 corse all'anno e in programma abbiamo l'idea di ridurre ancora il numero per restare con i cavalli migliori. Poi siamo in ritardo con la stagione, la pioggia rende i terreni pesanti e i nostri cavalli sono notoriamente svantaggiati per questo motivo.  Qual è l'impegno che deve perseguire un allenatore?  Portare avanti il cavallo in buone condizioni fisiche senza stravolgerlo. L'infortunio infatti può compromettere la carriera di corsa.  Ma non perde la speranza di veder gareggiare ancora un cavallo come Ribot?  Cavalli come lui capitano una volta ogni secolo, d'altronde se si potesse ricrearlo in serie non rappresenterebbe più un'eccezione. Ce ne sono stati altri di cavalli con un simile potenziale ma poi sono stati bloccati da incidenti. Sono tanti i fattori che influiscono.  Comunque il sogno resta, altrimenti avrei già chiuso le porte da un po'.

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