Il Tirreno

Stamani all’Isis sarà firmata la convenzione con le associazioni di volontariato

Alunno sospeso? No, ai servizi sociali

Chiara Castaldi
Alunno sospeso? No, ai servizi sociali

Gli studenti indisciplinati sconteranno la pena alla Pubblica assistenza

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 ROSIGNANO. "Condannati" ai servizi sociali. Non è uno scherzo, ma la singolare e pregevole iniziativa lanciata dall'Isis Mattei in collaborazione con le Pubbliche assistenze. Iniziativa rivolta agli studenti che hanno ricevuto provvedimenti disciplinari.  In altri termini: ti sospendono da scuola? Vai a fare il volontario sulle ambulanze e nei centri per anziani. Un'iniziativa che ha già preso avvio da qualche giorno e che questa mattina, nella sede dell'Isis Mattei in via della Repubblica, sarà formalizzata con la firma della la convenzione fra i soggetti contraenti: Isis e le tre pubbliche assistenze di Rosignano, Castellina Marittima e Cecina. «Da qualche giorno - dice Nicola Di Paco, presidente dell'associazione di Rosignano - abbiamo inserito nelle nostre attività due studenti di questa scuola. Devo dire che si comportano bene: sono presenti, puntuali e rispettano le regole dell'associazione. Li abbiamo inseriti nei corsi per soccorritore. Hanno risposto con entusiasmo all'esperienza». Di Paco continua: «stanno continuando a frequentare la Pubblica assistenza anche oltre i tempi previsti dal provvedimento disciplinare della scuola. Questo vuol dire che hanno acquisito il valore della solidarietà. È un risultato importante che dimostra la buona riuscita dell'iniziativa».  Iniziativa che proviene dall'istituto ed è applicata in accordo con le famiglie. «Il progetto - dichiara il dirigente scolastico Riccardo Borraccini - è stato seguito direttamente da un'insegnante della nostra scuola. In sostanza, si tratta di dare la possibilità agli studenti che hanno ricevuto qualche sanzione per il comportamento di fare un'esperienza nel sociale, che possa essere utile e costruttiva per loro».  Ma cosa fanno gli studenti-volontari in questo progetto? «Durante i giorni della sospensione - aggiunge Di Paco - i ragazzi invece di andare "al barrino", si cimentano in attività rendendosi utili agli altri e facendo un'attività che arricchisce anche loro».

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