Il mare fino alle dune
Così stanno sparendoanche le Spiagge Bianche
Alessandra Bernardeschi
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Due immagini del Lillatro e delle Spiagge Bianche coi danni dell’erosioneIl mare si sta divorando le conosciutissime Spiagge Bianche. In particolare il tratto più colpito è quello tra il fosso industriale dal quale l'azienda Solvay prende l'acqua salata e la foce del fiume Fine, fin verso Vada. Qui l'arenile, oggi, è praticamente scomparso: il mare è arrivato a lambire le dune, unica protezione rimasta
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ROSIGNANO. Il mare si sta divorando le conosciutissime Spiagge Bianche. In particolare il tratto più colpito è quello tra il fosso industriale dal quale l'azienda Solvay prende l'acqua salata e la foce del fiume Fine, fin verso Vada. Qui l'arenile, oggi, è praticamente scomparso: il mare è arrivato a lambire le dune, unica protezione rimasta, prima che l'acqua salmastra possa invadere anche i campi e la strada retrostante. In pratica, ieri mattina, non era assolutamente possibile percorrere a piedi la spiaggia.
Partendo dalla zona del Lillatro a Rosignano Solvay per andare verso sud. Ma non solo. Il moto ondoso e le correnti marine stanno scavando l'arenile e dal suolo escono scogli, massi bianchi probabilmente residui calcarei induriti, un grosso tubo verticale in ferro e tutto ciò che, fino a poche settimane fa, era seppellito. Ad essere particolarmente colpito anche il capannone di proprietà Solvay che si trova proprio a pochi metri dall'acqua. Qui la forza delle onde ha mangiato il muretto di protezione, costruito subito davanti al capannone, gettando i mattoni sulla poca spiaggia rimasta attorno. Dunque il mare adesso arriva fino alla struttura, ritrovo di pescatori, arrecandone danni non indifferenti.
"Un fenomeno di tale portata - dicono i tanti cittadini di Rosignano che abitualmente si ritrovano al Lillatro - non si era mai visto. Solo qualche anno fa evidenziammo un problema simile ma, adesso, c'è pericolo che il mare scavi anche sotto il capannone".
Fortunatamente, almeno per il momento, il fenomeno non ha colpito il Circolo nautico Lillatro. Una zona che, seppur vicina al fosso bianco, scarico dell'industria Solvay, è frequentata ogni estate da migliaia di persone, soprattutto giovani, che amano abbronzarsi proprio su quelle spiagge bianche la cui fama ha valicato i confini regionali. Una zona dove si praticano sport velici, in particolare surf, dove la spiaggia costituita da rena e residui di lavorazione, è pubblica e dove, in inverno ed in primavera, molte persone vanno a passeggiare anche perché da Rosignano Solvay era possibile arrivare, camminando sulla battigia, fino a Vada. Un'area sulla quale, come si ricorderà, dovevano nascere almeno due Punti azzurri, i cui progetti sono stati sospesi al momento dell'approvazione del Regolamento Urbanistico. Una situazione, quella delle spiagge bianche che si somma al grido d'allarme lanciato solo pochi giorni fa a Vada e Mazzanta, per un fenomeno erosivo che sembra impossibile bloccare e che quest'inverno ha dato un colpo sostanziale alle spiagge del territorio comunale, da Castiglioncello fino a sud. Al di là delle ormai consuete e, a quanto pare, insufficienti opere di ripascimento, sono in tanti ormai a chiedere veri e propri studi sulle correnti marine per capire se vi siano cause che abbiano portato ad un'accelerazione del problema erosione.
Partendo dalla zona del Lillatro a Rosignano Solvay per andare verso sud. Ma non solo. Il moto ondoso e le correnti marine stanno scavando l'arenile e dal suolo escono scogli, massi bianchi probabilmente residui calcarei induriti, un grosso tubo verticale in ferro e tutto ciò che, fino a poche settimane fa, era seppellito. Ad essere particolarmente colpito anche il capannone di proprietà Solvay che si trova proprio a pochi metri dall'acqua. Qui la forza delle onde ha mangiato il muretto di protezione, costruito subito davanti al capannone, gettando i mattoni sulla poca spiaggia rimasta attorno. Dunque il mare adesso arriva fino alla struttura, ritrovo di pescatori, arrecandone danni non indifferenti.
"Un fenomeno di tale portata - dicono i tanti cittadini di Rosignano che abitualmente si ritrovano al Lillatro - non si era mai visto. Solo qualche anno fa evidenziammo un problema simile ma, adesso, c'è pericolo che il mare scavi anche sotto il capannone".
Fortunatamente, almeno per il momento, il fenomeno non ha colpito il Circolo nautico Lillatro. Una zona che, seppur vicina al fosso bianco, scarico dell'industria Solvay, è frequentata ogni estate da migliaia di persone, soprattutto giovani, che amano abbronzarsi proprio su quelle spiagge bianche la cui fama ha valicato i confini regionali. Una zona dove si praticano sport velici, in particolare surf, dove la spiaggia costituita da rena e residui di lavorazione, è pubblica e dove, in inverno ed in primavera, molte persone vanno a passeggiare anche perché da Rosignano Solvay era possibile arrivare, camminando sulla battigia, fino a Vada. Un'area sulla quale, come si ricorderà, dovevano nascere almeno due Punti azzurri, i cui progetti sono stati sospesi al momento dell'approvazione del Regolamento Urbanistico. Una situazione, quella delle spiagge bianche che si somma al grido d'allarme lanciato solo pochi giorni fa a Vada e Mazzanta, per un fenomeno erosivo che sembra impossibile bloccare e che quest'inverno ha dato un colpo sostanziale alle spiagge del territorio comunale, da Castiglioncello fino a sud. Al di là delle ormai consuete e, a quanto pare, insufficienti opere di ripascimento, sono in tanti ormai a chiedere veri e propri studi sulle correnti marine per capire se vi siano cause che abbiano portato ad un'accelerazione del problema erosione.
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