Il presidio
L’INTERVISTA
Servi (Fondazione Geiger)«Diffondere cultura è il nostro scopo»
Federica Lessi
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Una mostra organizzata al centro espositivo GeigerHa appena finanziato alcune giornate di spettacolo per il teatro "De Filippo", la prossima estate sosterrà il festival letterario "Il parco dei libri", con un approccio di partnership che è ancora poco seguito sul territorio. Per il 2010 ha in preparazione tre mostre, mentre le quattro già realizzate da giugno 2009 hanno avuto oltre diecimila visitatori
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CECINA. Ha appena finanziato alcune giornate di spettacolo per il teatro "De Filippo", la prossima estate sosterrà il festival letterario "Il parco dei libri", con un approccio di partnership che è ancora poco seguito sul territorio.
Per il 2010 ha in preparazione tre mostre - la prima a fine marzo, sugli scacchi - mentre le quattro già realizzate da giugno 2009 hanno avuto oltre diecimila visitatori.
La Fondazione Geiger, nata un anno fa per volontà di Rocco e Sibylle Piermattei, è una realtà culturale senza precedenti per il nostro territorio, con una sede espositiva in centro molto ammirata (nei locali della ex concessionaria Bmw), richieste quotidiane di sostegno e collaborazione da parte di associazioni e amministrazioni comunali.
Ne abbiamo parlato con il presidente della fondazione, Giovanni Servi.
Che programmi avete per il 2010?
«Tra le attività che promuoviamo direttamente stiamo preparando tre mostre e alcune conferenze. La prima esposizione sarà sugli scacchi, la seconda sul tema delle auto, per la terza preferiamo lasciare la sorpresa...»
Quali sono le vostre linee di programmazione?
«Produciamo eventi direttamente per la nostra sala espositiva in corso Matteotti, più siamo aperti a partnership di attività culturali sul territorio».
Di quale budget disponete?
«Più che conoscere la cifra è importante sapere che è destinato metà alle nostre attività e metà alle iniziative del territorio».
Quante richieste avete?
«Ne abbiamo molte, riceviamo quotidianamente presentazioni da parte di associazioni che poi chiedono una collaborazione o un contributo per le proprie attività. C'è anche chi chiede la sala espositiva in affitto».
Come scegliete?
«La sala è riservata alle nostre produzioni, mentre per quanto riguarda i finanziamenti e le partnership abbiamo deciso di privilegiare le istituzioni e i Comuni. Quest'anno sosteniamo Cecina, dove ha sede la fondazione (con "Adotta uno spettacolo a teatro" e "Il parco dei libri"), e Casale (per "Il tempo del sale"), con cui i due fondatori hanno rapporti storici di collaborazione».
Soltanto soggetti pubblici?
«Per il momento sì, perché gli enti hanno avuto pesanti riduzioni dei finanziamenti alla cultura, come per le scuole, con conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini. Poi il pubblico ci fornisce le migliori garanzie e permette una ricaduta diretta sulle comunità del territorio, secondo i nostri scopi».
Quali sono i vostri scopi?
«Vogliamo che le comunità locali trovino espressione nella cultura per contribuire alla realizzazione della loro identità, ci sentiamo partecipi di questa esigenze affiancando le istituzioni, senza volerle sostituire».
Come scegliete gli argomenti delle vostre mostre?
«Ci attiviamo in base alle sollecitazioni del territorio, proposte che vengono valutate dal Cda e che riteniamo valide, altre vengono direttamente da noi, come la mostra sulle fiabe nata da un'idea di Sibylle. Il nostro scopo è fidelizzare il pubblico con attività rivolte a tutti. Finora è andata bene, abbiamo avuto più di diecimila visitatori».
DAL 27 MARZO
In mostra l'arte degli scacchi
CECINA. È dedicata a "L'arte degli scacchi" la mostra curata da Vittorio Riguzzi che si inaugura il 27 marzo alle 18 nella sala della Fondazione Geiger. L'esposizione sottolinea l'importanza e il valore culturali del gioco dalle origini ai nostri giorni, introducendo le persone alla regole fondamentali della scacchiera.
I visitatori potranno giocare con scacchi giganti, e sfidare il computer in modo interattivo.
Sarà inoltre esposta una preziosa raccolta ottocentesca di scacchiere e scacchi in alabastro della collezione Bessi di Volterra. La mostra sarà aperta fino al 9 maggio.
F.L.
Per il 2010 ha in preparazione tre mostre - la prima a fine marzo, sugli scacchi - mentre le quattro già realizzate da giugno 2009 hanno avuto oltre diecimila visitatori.
La Fondazione Geiger, nata un anno fa per volontà di Rocco e Sibylle Piermattei, è una realtà culturale senza precedenti per il nostro territorio, con una sede espositiva in centro molto ammirata (nei locali della ex concessionaria Bmw), richieste quotidiane di sostegno e collaborazione da parte di associazioni e amministrazioni comunali.
Ne abbiamo parlato con il presidente della fondazione, Giovanni Servi.
Che programmi avete per il 2010?
«Tra le attività che promuoviamo direttamente stiamo preparando tre mostre e alcune conferenze. La prima esposizione sarà sugli scacchi, la seconda sul tema delle auto, per la terza preferiamo lasciare la sorpresa...»
Quali sono le vostre linee di programmazione?
«Produciamo eventi direttamente per la nostra sala espositiva in corso Matteotti, più siamo aperti a partnership di attività culturali sul territorio».
Di quale budget disponete?
«Più che conoscere la cifra è importante sapere che è destinato metà alle nostre attività e metà alle iniziative del territorio».
Quante richieste avete?
«Ne abbiamo molte, riceviamo quotidianamente presentazioni da parte di associazioni che poi chiedono una collaborazione o un contributo per le proprie attività. C'è anche chi chiede la sala espositiva in affitto».
Come scegliete?
«La sala è riservata alle nostre produzioni, mentre per quanto riguarda i finanziamenti e le partnership abbiamo deciso di privilegiare le istituzioni e i Comuni. Quest'anno sosteniamo Cecina, dove ha sede la fondazione (con "Adotta uno spettacolo a teatro" e "Il parco dei libri"), e Casale (per "Il tempo del sale"), con cui i due fondatori hanno rapporti storici di collaborazione».
Soltanto soggetti pubblici?
«Per il momento sì, perché gli enti hanno avuto pesanti riduzioni dei finanziamenti alla cultura, come per le scuole, con conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini. Poi il pubblico ci fornisce le migliori garanzie e permette una ricaduta diretta sulle comunità del territorio, secondo i nostri scopi».
Quali sono i vostri scopi?
«Vogliamo che le comunità locali trovino espressione nella cultura per contribuire alla realizzazione della loro identità, ci sentiamo partecipi di questa esigenze affiancando le istituzioni, senza volerle sostituire».
Come scegliete gli argomenti delle vostre mostre?
«Ci attiviamo in base alle sollecitazioni del territorio, proposte che vengono valutate dal Cda e che riteniamo valide, altre vengono direttamente da noi, come la mostra sulle fiabe nata da un'idea di Sibylle. Il nostro scopo è fidelizzare il pubblico con attività rivolte a tutti. Finora è andata bene, abbiamo avuto più di diecimila visitatori».
DAL 27 MARZO
In mostra l'arte degli scacchi
CECINA. È dedicata a "L'arte degli scacchi" la mostra curata da Vittorio Riguzzi che si inaugura il 27 marzo alle 18 nella sala della Fondazione Geiger. L'esposizione sottolinea l'importanza e il valore culturali del gioco dalle origini ai nostri giorni, introducendo le persone alla regole fondamentali della scacchiera.
I visitatori potranno giocare con scacchi giganti, e sfidare il computer in modo interattivo.
Sarà inoltre esposta una preziosa raccolta ottocentesca di scacchiere e scacchi in alabastro della collezione Bessi di Volterra. La mostra sarà aperta fino al 9 maggio.
F.L.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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