Il Tirreno

TENSOSTRUTTURA

Centinaia di baby atleti al freddo

Ma.Mo.
A sinistra Rudi Luperini responsabile del settore giovanile della società basket Sei Rose
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A sinistra Rudi Luperini responsabile del settore giovanile della società basket Sei Rose

Centocinquanta tra bambini e ragazzi costretti a fare sport al freddo. Sono gli atleti della società di basket Sei Rose, che da tempo si allenano tra i disagi della tensostruttura presente all'interno della pista d'atletica di Solvay. L'impianto di riscaldamento, infatti, non funziona a dovere e i genitori minacciano di portare via i loro figli

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ROSIGNANO. Centocinquanta tra bambini e ragazzi costretti a fare sport al freddo. Sono gli atleti della società di basket Sei Rose, che da tempo si allenano tra i disagi della tensostruttura presente all'interno della pista d'atletica di Solvay. L'impianto di riscaldamento, infatti, non funziona a dovere e i genitori minacciano di portare via i loro figli.

Sul caso interviene Rudi Luperini, responsabile del settore giovanile del basket Sei Rose, che sollecita un pronto intervento del Comune. «L'anno scorso - attacca Luperini - fu sostituito, dopo ripetute richieste, il bruciatore della caldaia. Ma dopo solo un giorno di funzionamento si è rotto il corpo della caldaia stessa, vecchia e obsoleta. Una volta riparato il danno, il bruciatore è stato depotenziato per non incorrere in una nuova avaria». Depotenziamento che ha scatenato il caso. «Con l'arrivo del freddo - continua il dirigente - il riscaldamento all'interno della tensostruttura non è sufficiente per ottenere una temperatura accettabile per svolgere la disciplina del basket. E così ecco le lamentale sollevate dai bambini, dai ragazzi e da tanti genitori». In questo impianto si allenano circa un centinaio di baby atleti del mini-basket e tre formazioni giovanili del Sei Rose. Ma è frequentato anche dalle scuole e dall'associazione di disabili Efesto. C'è anche un'aggravante: gli spogliatoi sono distanti una trentina di metri dall'ingresso.

Luperini aveva già sollevato la questione-riscaldamento al Comune. «Avevo suggerito di cambiare tutta la macchina sostituendola con una che, oltre a fare caldo, avesse la funzione di refrigerazione. Questo per fare in modo che non si debba interrompere l'attività a giugno: d'estate, infatti, all'interno della tensostruttura sembra di essere dentro un forno». Per tutti questi motivi «tanti genitori rinunciano a mandare i propri figli a basket, con una perdita non indifferente per la società che gestisce l'impianto».

Luperini sottolinea anche un altro aspetto dell'area sportiva. «Mi preme evidenziare - prosegue - anche lo stato della recinzione della pista di atletica, praticamente inesistente. In vari punti è stata divelta ed è pericolosa per i ragazzi che frequentano l'impianto. Inoltre, a causa di questo deficit si sono consumati atti vandalici nei confronti della tensostruttura. Anche questo è stato fatto presente agli uffici competenti, ma nessuno al momento è intervenuto».

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