AMBIENTE
Un coordinamento contro il nucleareNasce anche un gruppo su Facebook
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Una manifestazione anti nucleare a GrossetoSale la protesta anti-nucleare. Ieri mattina la sede del Pd ha ospitato un'affollata assemblea di iscritti, alla quale hanno partecipato anche il sindaco Stefano Benedetti e il segretario della Federazione livornese Marco Ruggeri.
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CECINA. Sale la protesta anti-nucleare. Ieri mattina la sede del Pd ha ospitato un'affollata assemblea di iscritti, alla quale hanno partecipato anche il sindaco Stefano Benedetti e il segretario della Federazione livornese Marco Ruggeri. L'occasione è servita a pianificare la battaglia contro l'ipotesi emersa nei giorni scorsi - la costa tra Cecina e Piombino è inserita tra i 45 siti in Italia che potrebbero ospitare una centrale nucleare -, ipotesi contro la quale già sono scese in campo le Regioni (15, compresa la Toscana, dicono no alla scelta nuclearista del governo).
Il Pd ha deciso di dar vita a un coordinamento politico e dei sindaci della costa e dell'intera provincia, organizzando al più presto un incontro pubblico con l'on. Realacci, che per primo ha lanciato l'allarme. La protesta corre anche sul web. Come già è successo a Piombino, da ieri anche Cecina ha un gruppo sul social network facebook: "No al nucleare a Cecina", che in poche ore ha raccolto 206 firme di sostegno. «È un'ipotesi assurda - dice il segretario del Pd cecinese Samuele Lippi -: il governo sta rispolverando la strada del nucleare che 25 anni fa con un referendum i cittadini italiani hanno mandato in soffitta.
Una scelta vecchia per di più, perché parla di nucleare di terza generazione, quando già si sta studiando quello di quarta generazione per evitare il problema delle scorie. Del resto i paesi che hanno già delle centrali attive non le chiudono proprio perché non saprebbero dove collocare le scorie, ma in questo momento solo l'Iran, e per scopi che ben sappiamo, sta perseguendo la linea nuclearista».
Lippi insiste sulle energie rinnovabili e pulite. «Noi diciamo no al nucleare, non solo ad un centrale a Cecina, ma ovunque. È una questione che investe quantomeno la regione e addirittura tutta l'Italia, e crediamo che spetti proprio alla Regione stabilire le proprie esigenze energetiche. Non vogliamo morire di cancro. Guardiamo invece all'eolico, al solare, a forme di energia rinnovabile su cui tutti gli stati moderni stanno puntando, senza penalizzare le imprese».
Il Pd ha deciso di dar vita a un coordinamento politico e dei sindaci della costa e dell'intera provincia, organizzando al più presto un incontro pubblico con l'on. Realacci, che per primo ha lanciato l'allarme. La protesta corre anche sul web. Come già è successo a Piombino, da ieri anche Cecina ha un gruppo sul social network facebook: "No al nucleare a Cecina", che in poche ore ha raccolto 206 firme di sostegno. «È un'ipotesi assurda - dice il segretario del Pd cecinese Samuele Lippi -: il governo sta rispolverando la strada del nucleare che 25 anni fa con un referendum i cittadini italiani hanno mandato in soffitta.
Una scelta vecchia per di più, perché parla di nucleare di terza generazione, quando già si sta studiando quello di quarta generazione per evitare il problema delle scorie. Del resto i paesi che hanno già delle centrali attive non le chiudono proprio perché non saprebbero dove collocare le scorie, ma in questo momento solo l'Iran, e per scopi che ben sappiamo, sta perseguendo la linea nuclearista».
Lippi insiste sulle energie rinnovabili e pulite. «Noi diciamo no al nucleare, non solo ad un centrale a Cecina, ma ovunque. È una questione che investe quantomeno la regione e addirittura tutta l'Italia, e crediamo che spetti proprio alla Regione stabilire le proprie esigenze energetiche. Non vogliamo morire di cancro. Guardiamo invece all'eolico, al solare, a forme di energia rinnovabile su cui tutti gli stati moderni stanno puntando, senza penalizzare le imprese».
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