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LA POLEMICA
Pacini mette in fila i ciclisti"Sono troppo indisciplinati"
Divina Vitale
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Due ciclisti in mezzo al trafficoI ciclisti, soprattutto nelle zone di campagna (la nostra poi è un fiore all'occhiello nei percorsi amati dai ciclisti di tutto il mondo) non hanno un comportamento esemplare. E così un assessore di Castagneto Carducci li richiama all'ordine
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CECINA. Non c'è codice che tenga. I ciclisti, soprattutto nelle zone di campagna (la nostra poi è un fiore all'occhiello nei percorsi amati dai ciclisti di tutto il mondo) non hanno un comportamento esemplare. L'automobilista non è da meno, ma almeno evita di viaggiare in coppia con un'altra auto nella corsia principale.
Quello che più viene contestato a chi viaggia sulle due ruote è la mancanza del rispetto delle regole imposte dal codice della strada.
E mentre i professionisti si dimostrano più attenti, i cicloamatori e gli appasionati in genere molto spesso si arrogano il diritto di fare il brutto e il cattivo tempo e il più delle volte giustificano le loro manovre con un «in una strada così non si può non viaggiare in coppia o in gruppo». Quasi che percorrere la strada del Vino giustifichi certe manovre.
«In effetti - dice Paolo Pacini, prima come ciclista e poi come assessore provinciale al turismo - serve un richiamo a un comportamento più corretto, è pericoloso prima per loro e poi per gli altri. Devono procedere ordinatamente, in fila».
Sì, perché quello che alla fine può sembrare un gioco può invece tramutarsi, e i dati lo testimoniano, in un viaggio senza ritorno. Oltre a mettersi in pericolo, i ciclisti mettono in pericolo gli altri.
«Si sentono proprio padroni della strada - continua Pacini - e sono indifferenti ai richiami. Anch'io esco spesso in gruppo ma su strade come la vecchia Aurelia non si può procedere in coppia, bisogna sensibilizzare ed educare. Anche per questo stiamo lavorando molto al progetto legato alla creazione di piste ciclabili che colleghino tutto il territorio. Castagneto tra l'altro fa da capofila al progetto. Si creerà una mobilità su due ruote migliore e più sicura. Il progetto è quasi definito, d'altronde la fascia del cicloturismo è una fetta importante per potenziare la nostra economia turistica».
Quello che più viene contestato a chi viaggia sulle due ruote è la mancanza del rispetto delle regole imposte dal codice della strada.
E mentre i professionisti si dimostrano più attenti, i cicloamatori e gli appasionati in genere molto spesso si arrogano il diritto di fare il brutto e il cattivo tempo e il più delle volte giustificano le loro manovre con un «in una strada così non si può non viaggiare in coppia o in gruppo». Quasi che percorrere la strada del Vino giustifichi certe manovre.
«In effetti - dice Paolo Pacini, prima come ciclista e poi come assessore provinciale al turismo - serve un richiamo a un comportamento più corretto, è pericoloso prima per loro e poi per gli altri. Devono procedere ordinatamente, in fila».
Sì, perché quello che alla fine può sembrare un gioco può invece tramutarsi, e i dati lo testimoniano, in un viaggio senza ritorno. Oltre a mettersi in pericolo, i ciclisti mettono in pericolo gli altri.
«Si sentono proprio padroni della strada - continua Pacini - e sono indifferenti ai richiami. Anch'io esco spesso in gruppo ma su strade come la vecchia Aurelia non si può procedere in coppia, bisogna sensibilizzare ed educare. Anche per questo stiamo lavorando molto al progetto legato alla creazione di piste ciclabili che colleghino tutto il territorio. Castagneto tra l'altro fa da capofila al progetto. Si creerà una mobilità su due ruote migliore e più sicura. Il progetto è quasi definito, d'altronde la fascia del cicloturismo è una fetta importante per potenziare la nostra economia turistica».
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