Il Tirreno

il velista e l’artigiano

Il porticciolo piange due marinai

Alberto Lami
Mario Bartoletti
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Mario Bartoletti

Al porticciolo di Castiglioncello "bandiere a mezz'asta". Il porticciolo, luogo per antonomasia della frequentazione di buona parte dei paesani, sulla riva di quel mare che ha sempre respirato la grande storia, ha dovuto "abbassare le sue bandiere" in nome della memoria

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CASTIGLIONCELLO. Al porticciolo di Castiglioncello "bandiere a mezz'asta"
Il porticciolo, luogo per antonomasia della frequentazione di buona parte dei paesani, sulla riva di quel mare che ha sempre respirato la grande storia, ha dovuto "abbassare le sue bandiere" in nome della memoria.

Due colonne portanti del "branco" che per sessantacinque anni, ogni giorno, hanno contribuito a scrivere la nostra storia fatta di semplice, genuina convivenza che donava al tempo allegria senza rimpianti.

Franco Becuzzi e Mario Bartoletti hanno aspettato il 2 gennaio per lasciarci e portare le loro anime oltre i confini della terra.

Franco era uno di noi, semplice nella sua allegra bontà, e se un giorno qualsiasi non si fosse presentato al porticciolo, ci saremmo chiesti il perchè. Lui comincia da ragazzotto ad entrare nel mucchio dei regatanti con il suo beccaccino giallo: il Birbone che assieme a tanti altri si recava persino lontano, fino a Luino o Riva del Garda per andare a portare la passione della vela fino laggiù. Venne poi il periodo marinaio in varie barche tra le quali quella del Conte Bossi Pucci grande amico di Indro Montanelli, il quale, attratto dalla divertente personalità di Franco, gli dedicò mezza pagina sul Corriere della Sera, rendendolo celebre in tutto il litorale.

Poi venne il periodo della pesca e della caccia che non ha mai abbandonato e quando tornava ci faceva, con dovizia di particolari la perfetta cronaca che sembrava una rappresentazione comica.

Spesso veniva al porticciolo con la fedelissima moglie Laura che, sempre con un sorriso, cercava redarguirlo di fronte a qualche possibile errore ed è proprio a Laura che trasmettiamo il nostro caloroso abbraccio.

Mario, che noi chiamavamo affettuosamente Marione, venne da un po' più lontano, arrivò dall'Isola d'Elba già giovane uomo ma grande lavoratore ma anche lui prestissimo prestò le sue robuste radici a quell'elemento che le aveva generate: il mare. Mario alternava sempre il suo lavoro di bravo artigiano del mattone con la pesca ma soprattutto aiutando la cara moglie Edda, la più longeva bagnina intellettuale di Castiglioncello e titolare del bagno Lido. Mario, in qualsiasi parte del paese si trovasse, sulla sua Pabda rossa o sul suo motorino accennava sempre un sorriso accompagnato col gesto della mano per mandarci il segno della sua amicizia.

Ora, l'ammucchiata in quell'angolo del porticciolo siamo di meno anche perchè quel posto, che si chiamava "L'angolo delle bugie" dove nasceva spontaneamente la indispensabile burla paesana, non esiste più, ce l'hanno tolto per scambiarlo con l'assurdo, ma noi passeremo ugualmente i nostri momenti appoggiati al muretto a parlare di Franco e Mario e li penseremo in compagnia degli altri che da poco li hanno preceduti là dove il tempo non finisce mai.

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