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RECORD

Per 40 anni lavora in ospedale e mai un giorno di assenza

Per 40 anni lavora in ospedale e mai un giorno di assenza

Per quarant’anni Giuseppe “Beppe” Mastalli ha lavorato all’ufficio accettazione dell’ospedale di Cecina. E ora è andato in pensione. Una storia come tante altre se quest'uomo non avesse stabilito un record insolito: nella sua carriera in ospedale non ha mai fatto un'assenza. "Io penso che Brunetta abbia ragione, chi vale va premiato"

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CECINA. Quarant’anni di onorato servizio e nemmeno un giorno di assenza. Un record davvero encomiabile. E un esempio in positivo nel bistrattato servizio pubblico. Perché Giuseppe Mastalli, appena pensionato, era un dipendente dell’Asl.

Per quarant’anni Giuseppe “Beppe” Mastalli ha lavorato all’ufficio accettazione dell’ospedale di Cecina. Prima nella vecchia sede, in via Marrucci, poi nella nuova struttura di zona. Con la stessa mansione. E la stessa dedizione. Mai un giorno di malattia, mai un’assenza.
E sono stati proprio i colleghi a voler rimarcare il suo attaccamento al lavoro, la sua serietà professionale e umana.

Uno spirito di servizio che piacerebbe al ministro Brunetta. Ma, diciamolo pure, piace anche ai cittadini - utenti del servizio pubblico. Che, fra tante lamentele, possono contare su una figura di sicuro riferimento.

Cecinese doc, Mastalli ha militato nelle giovanili della squadra rossoblù. E allo sport ha prestato sempre particolare attenzione. Tanto da firmare il brevetto, insieme a due soci, Marcello Orlandi (che è anche suo collega di lavoro) e Franco Verani, delle sagome per l’allenamento al tiro delle punizioni dei calciatori. Ma sport, hobby e famiglia non gli hanno impedito di essere sempre presente sul luogo di lavoro: mai un giorno di malattia, anche le ferie centellinate.

Una questione di serietà, la definisce Mastalli. Che non vorrebbe neppure parlarne: «Questo è il mio modo d’intendere il lavoro». A dire il vero è amareggiato. «Io la penso come Brunetta - commenta semplicemente -: andrebbero premiati quelli che valgono, non quelli con la tessera...» Non aggiunge altro. Ma si capisce che non si è sentito considerato all’interno dell’azienda in cui ha prestato servizio per 40 lunghi anni: non c’è “ricompensa” adeguata per chi lavora seriamente, equiparato a chi invece vivacchia.

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