Il Tirreno

HOSPICE A CASTELLINA

Per aiutare i malati terminali ingaggiati i monaci buddisti

Per aiutare i malati terminali ingaggiati i monaci buddisti

I monaci buddisti aiuteranno i malati terminali. L’hospice progettato a Castellina è inedito, almeno in Toscana, in quanto esterno a una struttura ospedaliera e perché saranno applicate tecniche di accompagnamento spirituale alla morte di stampo buddista. All’interno saranno realizzati, almeno sulla carta, dodici posti letto, una foresteria, una sala conferenze da 80 posti, ambulatori, locali colloqui e per la preparazione dei farmaci. E una sala meditazione

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CASTELLINA MARITTIMA. Un nuovo centro di assistenza ai malati terminali. Dove? Nella campagna di Castellina Marittima, non molto lontano da Pomaia, o meglio dall’istituto Lama Tzong Khapa. L’hospice, promosso dall’associazione onlus Dare Protezione in collaborazione con la Fondazione Cure palliative, è legata al monastero tibetano. Al progetto ora dovrà dare il via libera la Regione Toscana.

L’hospice progettato a Castellina è inedito, almeno in Toscana, in quanto esterno a una struttura ospedaliera e perché saranno applicate tecniche di accompagnamento spirituale alla morte di stampo buddista. All’interno saranno realizzati, almeno sulla carta, dodici posti letto, una foresteria, una sala conferenze da 80 posti, ambulatori, locali colloqui e per la preparazione dei farmaci. E una sala meditazione.

Il progetto vede in prima linea Francesco La Rocca, medico specialista in pneumologia e master in cure palliative. La Rocca, che da alcuni anni lavora all’hospice di Livorno, è socio fondatore dell’associazione Dare Protezione e da oltre venti anni è praticante del buddismo tibetano. Ecco, quindi, il rapporto con il Lama Tzong Khapa, «anche se l’hospice che abbiamo in mente a Castellina - spiega La Rocca - è rivolto a tutti, qualsiasi sia la fede o confessione». Sul progetto La Rocca non si sbilancia nei dettagli, «perché ancora manca l’autorizzazione della Regione Toscana». Ma l’iter per l’approvazione di questa struttura non dovrebbe ricevere ostacoli.

Ma perché una struttura del genere a Castellina? «Nella Bassa Val di Cecina e a Piombino - spiega La Rocca - non esiste una struttura del genere: ci sono posti letto dedicati nell’ospedale di Cecina, ma non si possono praticare cure palliative. Così si è scelto Castellina per la particolarità geografica, per la sua bellezza, ma soprattutto per la vicinanza al monastero tibetano, con cui ci sarà una collaborazione in particolare per le tecniche di riduzione dello stress. La morte potrà essere vista come opportunità spirituale e di condivisione di valori umani».

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