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ROSIGNANO
Guerra del Comune alle antenne
Mario Moscadelli
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Uno dei siti che saranno rimossi con il nuovo pianoAgostini: «Così salvaguarderemo il paesaggio e garantiremo lo stesso l'aumento di un servizio importante per i cittadini»
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ROSIGNANO. Il Comune dichiara guerra alle antenne di telefonia mobile. Lo dichiara attraverso l'approvazione del Programma comunale delle installazioni degli impianti di telelefonia dei cellulari. Un programma valido per il biennio 2009-2011 e che in sostanza taglia i siti attualmente presenti nel territorio rosignanese.
L'elaborazione di questo piano è stato piuttosto complicato, perché molto gestori - in particolare Tim - hanno storto la bocca all'idea di non poter piazzare le antenne a loro piacimento. «Almeno una decina di domande - attacca Luca Agostini, assessore allo sviluppo economico - sono state rifiutate perché ritenute inaccettabili. Con questo piano, in sostanza, razionalizzeremo i siti dove alloggiano gli impianti per la telefonia mobile. Attualmente sono presenti 17 siti, con questo programma scenderemo a 13».
Ad essere eliminati saranno quelle antenne installate in maniera provvisoria: si riconoscono dalle altre perché sono sorrette da una specie di carrello verde e da dei tiranti. Insomma, costruzioni piuttosto impattanti e anche brutte da vedere. Esempi ce ne sono in via delle Pescine e in via Lungomonte. «Siamo arrivati all'approvazione di questo piano - prosegue Agostini - incrociando il nuovo Regolamento urbanistico con il Regolamento della telefonia mobile. Come spunto abbiamo preso ciò che ha fatto il Comune di Venezia: in pratica abbiamo indicato ai gestori le zone dove non si potevano installare i ripetitori. Allo stesso tempo abbiamo cercato di favorire quello che in gergo si chiama "cosito": nello stesso sito più antenne di diversi gestori. Con questa manovra possiamo andare a togliere gli impianti ritenuti anche da Arpat più critici e salvaguardare il paessaggio. Tra le novità, infatti, c'è anche la revisione dei canoni d'affitto per i gestori: i costi, infatti, si abbassano se nello stesso sito ci sono più antenne. Naturalmente tenendo di conto del limite dell'impatto elettromagnetico stabilito da Arpat». Questa revisione dei canoni servirà «anche per scoraggiare i gestori dall'installare le antenne su immobile privati». Questo programma, prima di essere approvato dalla giunta, doveva essere sottoposto all'attenzione della commissione consiliare. «La presentazione di questo intervento - ammette Agostini - doveva passare in commissione mercoledì scorso, ma purtroppo abbiamo dovuto rinviare a lunedì».
L'elaborazione di questo piano è stato piuttosto complicato, perché molto gestori - in particolare Tim - hanno storto la bocca all'idea di non poter piazzare le antenne a loro piacimento. «Almeno una decina di domande - attacca Luca Agostini, assessore allo sviluppo economico - sono state rifiutate perché ritenute inaccettabili. Con questo piano, in sostanza, razionalizzeremo i siti dove alloggiano gli impianti per la telefonia mobile. Attualmente sono presenti 17 siti, con questo programma scenderemo a 13».
Ad essere eliminati saranno quelle antenne installate in maniera provvisoria: si riconoscono dalle altre perché sono sorrette da una specie di carrello verde e da dei tiranti. Insomma, costruzioni piuttosto impattanti e anche brutte da vedere. Esempi ce ne sono in via delle Pescine e in via Lungomonte. «Siamo arrivati all'approvazione di questo piano - prosegue Agostini - incrociando il nuovo Regolamento urbanistico con il Regolamento della telefonia mobile. Come spunto abbiamo preso ciò che ha fatto il Comune di Venezia: in pratica abbiamo indicato ai gestori le zone dove non si potevano installare i ripetitori. Allo stesso tempo abbiamo cercato di favorire quello che in gergo si chiama "cosito": nello stesso sito più antenne di diversi gestori. Con questa manovra possiamo andare a togliere gli impianti ritenuti anche da Arpat più critici e salvaguardare il paessaggio. Tra le novità, infatti, c'è anche la revisione dei canoni d'affitto per i gestori: i costi, infatti, si abbassano se nello stesso sito ci sono più antenne. Naturalmente tenendo di conto del limite dell'impatto elettromagnetico stabilito da Arpat». Questa revisione dei canoni servirà «anche per scoraggiare i gestori dall'installare le antenne su immobile privati». Questo programma, prima di essere approvato dalla giunta, doveva essere sottoposto all'attenzione della commissione consiliare. «La presentazione di questo intervento - ammette Agostini - doveva passare in commissione mercoledì scorso, ma purtroppo abbiamo dovuto rinviare a lunedì».
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