Meteo
CECINA
Ferragamo e Azimut pronti a investire nell'operazione porto
Alessandro De Gregorio
◗
Barche ormeggiate nell’attuale approdo alla foce del CecinaLo conferma Matteoli «Ma tratteremo solo concessioni in mano»
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Azimut Benetti, Ferragamo. Ma anche altre finanziarie internazionali e società quotate in borsa. Tutte interessate all'operazione porto di Cecina. Lo conferma Giuliano Matteoli, presidente del Circolo nautico Spa, che però puntualizza subito: «Non confondiamo la parte immobiliare del porto con la Marina, per la quale ribadisco che siamo in grado di provvedere da soli. In ogni caso tratteremo soltanto con le concessioni sul tavolo. Ora preferisco non parlarne neanche».
Sul tavolo di Matteoli & C. le concessioni dovrebbero planare presto, se tutto andrà bene già a febbraio. Intanto c'è da superare l'ultima boa di lunedì quando il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la variante al piano regolatore. Poi si partirà con la conferenza dei servizi. Per la verità sotto la giunta Pacini il progetto era già finito in conferenza. Ma fu tutto sospeso in attesa della Valutazione di impatto ambientale e dello studio di compatibilità porto-ripascimento. Ci sono voluti cinque anni e due giunte per tornare lì. «Mi aspetto una nuova approvazione all'unanimità - dice Matteoli - visto che il porto ha sempre messo d'accordo tutti e anche durante l'ultima campagna elettorale è stato sbandierato da destra e sinistra».
Poi dovranno passare 30 giorni per le osservazioni e altri 60 per la convocazione della conferenza. «Ma anche meno - aggiunge Matteoli - forse a gennaio-febbraio. E visto che le carte sono pronte ci vorranno al massimo un paio di sedute per firmare le concessioni».
Quindi potranno partire i lavori. La cui durata è stimata in quattro anni per la parte portuale, il Marina appunto. Solo per questa occorreranno 52-53 milioni tra opere a mare, diga foranea, posti barca (800) e opere strutturali necessarie per la gestione. Per l'intera operazione porto l'investimento sfiora i 130 milioni. L'assemblea degli azionisti ha già detto che il porto non è in vendita e il Cn Spa è in grado di coprire tutto rientrando magari con affitti, cessioni o compartecipazioni. I partner comunque ci sono e molti si sono già fatti avanti. Fra questi, confermano Matteoli ma anche il sindaco Stefano Benedetti («I porti sono ancora appetibili nonostante la crisi»), anche il colosso Azimut Benetti e il gruppo Ferragamo.
In questi giorni verrà chiuso anche il capitolo posti barca e auto: i prezzi verranno comunicati ai 500 azionisti in modo da raccogliere prenotazioni e caparre.
Sul tavolo di Matteoli & C. le concessioni dovrebbero planare presto, se tutto andrà bene già a febbraio. Intanto c'è da superare l'ultima boa di lunedì quando il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la variante al piano regolatore. Poi si partirà con la conferenza dei servizi. Per la verità sotto la giunta Pacini il progetto era già finito in conferenza. Ma fu tutto sospeso in attesa della Valutazione di impatto ambientale e dello studio di compatibilità porto-ripascimento. Ci sono voluti cinque anni e due giunte per tornare lì. «Mi aspetto una nuova approvazione all'unanimità - dice Matteoli - visto che il porto ha sempre messo d'accordo tutti e anche durante l'ultima campagna elettorale è stato sbandierato da destra e sinistra».
Poi dovranno passare 30 giorni per le osservazioni e altri 60 per la convocazione della conferenza. «Ma anche meno - aggiunge Matteoli - forse a gennaio-febbraio. E visto che le carte sono pronte ci vorranno al massimo un paio di sedute per firmare le concessioni».
Quindi potranno partire i lavori. La cui durata è stimata in quattro anni per la parte portuale, il Marina appunto. Solo per questa occorreranno 52-53 milioni tra opere a mare, diga foranea, posti barca (800) e opere strutturali necessarie per la gestione. Per l'intera operazione porto l'investimento sfiora i 130 milioni. L'assemblea degli azionisti ha già detto che il porto non è in vendita e il Cn Spa è in grado di coprire tutto rientrando magari con affitti, cessioni o compartecipazioni. I partner comunque ci sono e molti si sono già fatti avanti. Fra questi, confermano Matteoli ma anche il sindaco Stefano Benedetti («I porti sono ancora appetibili nonostante la crisi»), anche il colosso Azimut Benetti e il gruppo Ferragamo.
In questi giorni verrà chiuso anche il capitolo posti barca e auto: i prezzi verranno comunicati ai 500 azionisti in modo da raccogliere prenotazioni e caparre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
